Secondigliano, l’allarme di Strino: “Non lasciamo i ragazzi alla camorra”

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Via dello Stelvio a Secondigliano
Via dello Stelvio a Secondigliano

NAPOLI – Una nuova presenza criminale si affaccia a Secondigliano e accende l’attenzione degli investigatori. Il gruppo, secondo le ipotesi al vaglio, si starebbe consolidando nella zona compresa tra i rioni Kennedy e Berlingieri e l’area di via delle Dolomiti e via dello Stelvio, sotto la bandiera del clan Licciardi della Masseria Cardone, e in contrapposizione con la Vanella Grassi. Un’area che nelle ultime settimane è tornata a fare i conti con episodi di forte impatto, come la ‘stesa’ esplosa due settimane fa mentre sul corso Secondigliano andava in scena la notte bianca die commercianti. Ma c’è un particolare che più di altri preoccupa chi conosce il territorio e ne segue da anni le trasformazioni: l’età dei presunti componenti del gruppo. “Il più giovane avrebbe appena 15 anni e il più grande poco meno di 30 anni”, spiega Vincenzo Strino, fondatore di Larsec, l’associazione nata nel 2014 proprio per lavorare sulla rigenerazione sociale e culturale di Secondigliano. E’ un dato che, secondo Strino, racconta una tendenza che non può essere sottovalutata: l’ingresso sempre più precoce dei ragazzi nei circuiti criminali. Quindici anni sono l’età dell’adolescenza, della scuola, delle prime esperienze sportive, delle amicizie. Ma possono diventare anche l’età in cui la criminalità prova a reclutare nuova manovalanza. Il rione Berlingieri, sottolinea Strino, non può essere identificato con la criminalità. E’ una zona abitata da tantissime persone perbene, famiglie che ogni giorno affrontano difficoltà e ragazzi che cercano una strada. Ma è anche un territorio nel quale da anni vengono segnalate situazioni di disagio e fragilità. Ed è proprio in queste crepe che la criminalità può provare a inserirsi. La domanda, allora, diventa inevitabile: “Cosa stiamo offrendo ai ragazzi di questo territorio?”. Perché il problema non riguarda soltanto chi decide di impugnare una pistola o di entrare in un gruppo criminale. Riguarda anche ciò che esiste, o non esiste, prima di quella scelta. “Quando a un ragazzo non dai una prospettiva, non gli stai semplicemente togliendo un’opportunità: gli stai togliendo un pezzo di futuro”, dice Strino. E quel vuoto, avverte, può essere riempito da chi offre un’alternativa apparentemente facile: soldi, appartenenza, potere, riconoscimento. Un meccanismo particolarmente pericoloso quando a essere intercettati sono adolescenti che ancora non hanno costruito una propria identità.

Scuola, lavoro, sport e associazioni per contrastare il reclutamento dei baby boss: “Quando manca una prospettiva, qualcuno può offrire soldi, appartenenza e potere”. Napoli Lunedì 24 Agosto 2026 CRONACHE di NAPOLI 9. “Prima dei criminali, ai giovani dobbiamo offrire un futuro”. “Un campo di calcio può salvare dalla strada”. NAPOLI (dc) – La sfida a Secondigliano non si combatte soltanto con le sirene delle pattuglie e con le indagini sui gruppi criminali. Si combatte anche nei campetti, nelle scuole, nelle associazioni e in tutti quei luoghi nei quali un ragazzo può trovare un motivo per immaginare il proprio futuro. E’ questa la convinzione di Vincenzo Strino, fondatore nel 2014 di Larsec, realtà nata da un gruppo di giovani con l’obiettivo di trasformare il quartiere attraverso cultura, educazione e partecipazione. Oltre cento iniziative realizzate negli anni hanno costruito una rete capace di coinvolgere giovani, famiglie, associazioni e istituzioni. Un percorso che ha attirato anche l’attenzione del mondo universitario, diventando oggetto di diverse tesi per l’impatto avuto sul territorio e per la capacità di creare collegamenti con altre realtà della città. Oggi quella esperienza assume un significato ancora più forte davanti alla possibile avanzata di un nuovo gruppo criminale nell’area dei rioni Kennedy e Berlingieri. Se da una parte gli investigatori cercano di comprendere quanto sia strutturata la nuova organizzazione, dall’altra c’è chi prova a impedire che il bacino di reclutamento della criminalità continui ad allargarsi. “Chi toglie a un ragazzo la possibilità di immaginare il proprio futuro non ha la stessa responsabilità di chi fa una stesa, ma ha certamente una responsabilità importante”, afferma Strino. Un richiamo alla necessità di non arrivare sempre dopo l’emergenza, quando un ragazzo è già entrato in un circuito difficile da abbandonare. Larsec prova a muoversi proprio in questa direzione. Con il Comune di Napoli l’associazione è stata protagonista dell’avvio di un servizio di portierato pubblico e gratuito, coinvolgendo inizialmente percettori del reddito di cittadinanza e successivamente persone affidate in prova ai servizi sociali. Un’esperienza pensata per trasformare un bisogno sociale in una risorsa per la comunità. Poi c’è lo sport. Negli ultimi anni è stato riqualificato il campo di calcio del parco Emilia Laudati e il progetto.

Strino richiama anche la vicenda di Patrizio Spasiano, il 19enne morto mentre svolgeva un tirocinio di lavoro in provincia di Caserta e che viveva proprio nella zona. Due storie profondamente diverse, ma che secondo il fondatore di Larsec hanno un punto di contatto: entrambe interrogano la comunità sulle opportunità offerte ai giovani. “Per questo servono scuola, lavoro, sport, associazioni, famiglie e istituzioni. Tutti insieme, non uno alla volta e non soltanto quando l’emergenza esplode”, sottolinea. Intanto, sul fronte investigativo, gli accertamenti proseguono per comprendere struttura, composizione e obiettivi del nuovo gruppo. L’ultima ‘stesa’ a Secondigliano rappresenta uno degli episodi sui quali gli investigatori stanno concentrando l’attenzione. Gli spari in strada, in un quartiere sempre vivo, hanno restituito l’immagine di una criminalità che vuole mostrare la propria presenza e il proprio controllo del territorio. Ma dietro quella dimostrazione di forza potrebbe esserci una partita ancora più delicata: quella per il reclutamento dei giovanissimi. Ed è proprio su questo terreno che, secondo Strino, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi.

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