Jürgen Klinsmann, un nome che evoca dolci ricordi nei tifosi dell’Inter e un’autorità indiscussa in materia di attaccanti, ha espresso il suo parere sul nuovo gioiello nerazzurro. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex campione del mondo con la Germania nel 1990 ha analizzato con entusiasmo il momento di Pio Esposito, reduce da un debutto folgorante.
Il punto di partenza è stato il gol di tacco realizzato contro il Monza, un gesto tecnico che ha impressionato l’ex centravanti. “Non ricordo di aver mai segnato un gol così. Quello che ha fatto Pio è stato bellissimo, un colpo da giocatore di grande istinto. Ma al di là della prodezza, è la percezione del suo enorme potenziale a colpire”. Secondo il tedesco, quella giocata non è stata un caso, ma il segnale di un talento cristallino che ha bisogno solo di continuità.
Klinsmann ha sottolineato che la strada per la consacrazione è ancora lunga. “Ha margini di crescita molto ampi. E si cresce solo giocando, accumulando minuti in campo e ritagliandosi ogni spazio possibile”. Ha espresso grande soddisfazione nel vederlo già coinvolto in prima squadra, un segnale positivo in un contesto, quello italiano, spesso restio a lanciare i giovani.
Il discorso si è poi allargato a una critica costruttiva verso il calcio italiano. “I giovani devono giocare, devono avere la possibilità di sbagliare, perché è solo attraverso gli errori che si diventa grandi. È una questione di cultura, di filosofia. In Italia, sotto questo aspetto, siete un po’ indietro, perché purtroppo si concede troppo poco tempo ai ragazzi”. Per fortuna, ha aggiunto, il caso di Esposito sembra un’eccezione, spinta dall’evidenza dei fatti: quando entra, lascia il segno.
Il paragone utilizzato da Klinsmann è di quelli pesanti e significativi. “Haaland a 17-18 anni era già un titolare inamovibile. Esposito, per certi versi, un po’ lo ricorda”. Il riferimento non è tanto allo stile di gioco, quanto alla precocità e all’impatto che un giovane attaccante può avere se gli viene data fiducia incondizionata fin da subito.
Infine, l’analisi si è spostata sugli equilibri interni dell’attacco dell’Inter. Con Lautaro Martinez punto fermo, leader e capitano, la competizione si accende per il posto al suo fianco. “Per la Champions League servono tutti, è chiaro. Spero che sia Marcus Thuram sia Pio trovino spazio per giocare e mantenere il ritmo”. Tuttavia, Klinsmann ha lanciato un avvertimento chiaro: “Per Marcus sarà dura trovare spazio se Pio continua così. Non puoi permetterti di lasciare troppo in panchina un talento del genere, perché lui rappresenta il futuro dell’Inter e della Nazionale italiana”.



