Casavatore, catturato il ras Vincenzo Pagano: il 62enne era latitante da due mesi

304
Vincenzo Pagano
Vincenzo Pagano

CASAVATORE – Due mesi di latitanza, poi il nascondiglio trovato non lontano da casa. Vincenzo Pagano, 62 anni, conosciuto con il soprannome di “Scè Scè” e fratello di Cesare Pagano, tra i fondatori del clan Amato-Pagano, gli scissionisti di Secondigliano, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dai carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Era ricercato da settimane, ma non aveva lasciato Casavatore: si nascondeva in un appartamento di via San Pietro. La caccia all’uomo si è conclusa dopo un’attività investigativa fatta di pedinamenti, osservazioni e controlli. I militari hanno seguito i movimenti di alcune persone ritenute vicine al 62enne e sospettate di garantirne la permanenza lontano dagli occhi degli investigatori. Una rete che, alla fine, avrebbe condotto i carabinieri fino alla porta dell’appartamento dove Pagano aveva trovato rifugio. Il provvedimento cautelare nei suoi confronti era stato firmato dal gip Gabriella Logozzo nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta tentata estorsione ai danni di due fratelli imprenditori. Un’accusa aggravata dal metodo mafioso e che aveva già portato in manette Elpidio Patricelli, ritenuto vicino alla famiglia Ferone di Casavatore, e Lino Caiazza, figlio di Pietro Caiazza, pezzo da novanta della cosca. Secondo la ricostruzione investigativa, l’obiettivo del gruppo sarebbe stato quello di sottoporre i due imprenditori a una pressione sempre più pesante, arrivando a pretendere la loro nuova Audi RS3. Non soltanto richieste e minacce, dunque, ma anche un episodio di violenza che avrebbe segnato il passaggio dalle intimidazioni alle vie di fatto.

di Domenico Cicalese

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori ci sono proprio le immagini delle telecamere comunali. Gli occhi elettronici avrebbero immortalato Pagano mentre affrontava i due fratelli e ne aggrediva uno, fornendo agli inquirenti riscontri considerati importanti rispetto alla ricostruzione contenuta nell’ordinanza. Ma nell’inchiesta ci sono anche le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia considerati particolarmente qualificati: Salvatore Roselli, Alessandro De Cicco ed Errico D’Ambrosio. Le loro testimonianze avrebbero contribuito a delineare il contesto criminale nel quale si sarebbe inserita la vicenda. Per gli investigatori, dunque, l’arresto di ieri non rappresenta soltanto la fine di una fuga durata circa due mesi. E’ l’ultimo capitolo di un’indagine che ha acceso i riflettori sulle presunte pressioni esercitate nel territorio di Casavatore nei confronti di imprenditori e attività economiche. Pagano è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le accuse nei suoi confronti dovranno essere valutate nel corso di un eventuale procedimento e, come previsto dalla legge, l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome