Il centrocampista del Napoli, Kevin De Bruyne, si è concesso a una lunga intervista in cui ha spaziato su numerosi temi, dal mercato alle ambizioni stagionali, fino a riflessioni più personali sul suo futuro e sul rapporto con gli allenatori. Le sue parole hanno offerto una visione chiara e diretta, senza giri di parole, confermando il suo carattere schietto.
Il tema più caldo ha riguardato le voci di mercato che accostano Gabriel Jesus al club partenopeo. Il fuoriclasse belga ha promosso senza riserve un suo possibile arrivo: “Cosa porterebbe? Qualità. Porterebbe grande qualità in attacco con la palla, sarebbe prezioso nel gioco di sponda e darebbe un contributo importante alla manovra”. Secondo il giocatore, l’attaccante brasiliano rappresenterebbe un profilo unico nella rosa attuale. “Probabilmente è una tipologia di giocatore che non abbiamo, diverso rispetto a Rasmus o Lorenzo. Se arrivasse, potrebbe aiutarci molto”. De Bruyne ha sottolineato non solo le doti tecniche, ma anche il bagaglio di esperienza internazionale del potenziale nuovo compagno. “Sa come si vince, e questo è un fattore cruciale. Avere in squadra giocatori con una mentalità vincente è importante, vedremo cosa accadrà”.
Il suo impatto con la nuova realtà è stato immediato. “Sono arrivato da poche settimane ed è cambiato tutto, non voglio fare un’analisi in così poco tempo. Però direi che abbiamo cominciato bene e mi sento bene anche io, tanto che ho iniziato a giocare subito”. Inevitabile un commento sull’episodio del gol contro il Genoa, giudicato falloso da molti. “Se nasce da un fallo? È un 50 e 50, dipende dall’angolazione da cui la guardi. Dalla mia prospettiva, io venivo da un lato e lui è venuto verso di me”. Ha poi liquidato la polemica con pragmatismo: “Comunque la si voglia vedere, sono rimasto un po’ sorpreso ma fa parte del gioco. Le persone parlano, ma a me non interessa”.
Interessante anche il confronto tra il suo attuale allenatore, Antonio Conte, e Massimiliano Allegri. “Conte è molto rigido, più focalizzato sul rapporto strettamente professionale. Per lui è calcio, calcio, calcio. Pensa solo al calcio e non c’è una grande connessione personale con i giocatori”. Un approccio diverso da quello di Allegri: “Lui invece è un po’ più sciolto, più informale. Da quanto ho potuto vedere, cura di più il legame personale con la squadra”. De Bruyne ha concluso riconoscendo il valore di entrambi gli stili: “Ogni allenatore è diverso dall’altro e io ho avuto la fortuna di lavorare con tanti tecnici differenti”.
Non sono mancate riflessioni sul futuro e sull’ipotesi del ritiro. “L’anno scorso, dopo l’infortunio, non ho mai pensato al ritiro. Ma a volte ci penso, è normale. Penso al mio futuro, ai miei figli che non sono più piccolissimi e a quale sia la decisione migliore per tutti”. Ha poi smentito con forza le voci di un suo possibile addio in estate. “Quest’estate non ho mai pensato di lasciare il Napoli. Mai detto una cosa del genere. Il fatto è che quando dico qualcosa sono molto diretto, ma a volte alla gente non piace e ci ricama sopra tante storie”.
Infine, uno sguardo alla lotta per lo Scudetto. “Se guardo la rosa e gli acquisti credo che l’Inter sia la prima favorita. Noi siamo lì con le solite sei o sette squadre, tutte vicine in ordine sparso”. Un’analisi lucida che conferma la sua onestà intellettuale, la stessa che rivendica come un marchio di fabbrica: “Non cambierò mai chi sono, è ciò che mi rende il giocatore che sono. Sono io”.




