Chi è Jason Stacy, il coach che ha forgiato Sabalenka

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Sport tennis
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La vita di Jason Stacy, preparatore atletico e mentale di Aryna Sabalenka dal 2018, è una storia di resilienza e riscatto. Rimasto senza casa a 13 anni dopo la morte del padre, è sopravvissuto a sparatorie, accoltellamenti e diverse commozioni cerebrali prima di trovare la sua strada nello sport e nella preparazione mentale.

La sua esperienza è diventata un libro, “The Pressure Code”, in uscita nei prossimi giorni. La sua biografia racconta i capitoli più difficili di una gioventù vissuta per strada a Tacoma, nello stato di Washington, a metà degli anni Ottanta. In quel periodo, la criminalità era dilagante e Stacy si è trovato in situazioni di estremo pericolo.

“Tre delle commozioni cerebrali che ho subito sono state causate da colpi di arma da fuoco. Sono stato accoltellato e mi hanno sparato”, ha raccontato. “Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, non per scelta ma per sopravvivenza. A volte è successo perché non volevo avere a che fare con la droga”. Stacy ha sempre sottolineato di non aver mai oltrepassato quel limite, rimanendo fedele ai suoi principi. “Ho capito come uscire da quella vita orribile perché non sono sceso a compromessi”, ha spiegato.

La svolta per lui è arrivata con il jiu-jitsu, disciplina in cui ha raggiunto il grado di cintura nera. Successivamente si è formato come terapista sportivo e coach, collaborando anche con la squadra di football dei Seattle Sounders. L’incontro con Aryna Sabalenka è avvenuto tramite il suo allora allenatore, Dmitry Tursunov.

“Era fisicamente forte, ma non aveva consapevolezza della propria struttura fisica. Se la cavava, ma non sarebbe durata”, ha ricordato Stacy a proposito dei loro inizi. Il lavoro con la tennista bielorussa si è concentrato fin da subito sul controllo emotivo, un aspetto su cui la campionessa ha sempre mostrato fragilità.

Anche di recente, dopo una sconfitta al Roland Garros, Sabalenka ha avuto un momento di sconforto, manifestando il desiderio di abbandonare il tennis. È proprio su questi aspetti che Stacy lavora quotidianamente, aiutandola a gestire la pressione e a concentrarsi sulle sue certezze.

Con il suo libro, Stacy vuole ora condividere il suo metodo. “Gran parte di quello che ho imparato l’ho appreso attraverso le avversità. Ora voglio aiutare tutti a sviluppare resilienza e consapevolezza attraverso l’esperienza e il confronto, ma senza la necessità di passare attraverso un trauma, come è successo a me”.

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