Lecce, azione legale contro Banda e l’Al Swehly

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Cronache sport calcio
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Il Lecce ha ufficialmente intrapreso un’azione legale contro il calciatore Lameck Banda e la società libica Al Swehly, che ha tesserato l’attaccante zambiano. La decisione del club salentino mira a tutelare i propri interessi dopo quello che considera un recesso contrattuale illegittimo. L’offensiva legale si articola su tre distinti fronti: il tribunale della FIFA, il Collegio Arbitrale e la tutela dei diritti d’immagine.

Il primo e più importante fronte riguarda il ricorso presentato al tribunale della FIFA. In questa sede, il Lecce ha chiesto di accertare l’illegittimità del recesso unilaterale esercitato dal calciatore, il cui contratto con la società giallorossa sarebbe scaduto nel giugno 2027. Il club ha inoltre puntato il dito contro l’Al Swehly, accusandolo di aver avuto un ruolo attivo nell’indurre il giocatore a interrompere il rapporto di lavoro.

Di conseguenza, i salentini hanno richiesto il riconoscimento della responsabilità solidale del club libico, un cospicuo risarcimento danni e l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dai regolamenti internazionali. Tali sanzioni potrebbero includere una lunga squalifica per Banda e un blocco del mercato per la sua nuova squadra.

Il secondo capitolo della disputa legale concerne l’utilizzo non autorizzato dei diritti d’immagine. Il Lecce ha contestato la pubblicazione, da parte dell’Al Swehly, di un video promozionale contenente immagini di Banda in azione con la maglia giallorossa durante la passata stagione, senza averne ottenuto il permesso.

Infine, il terzo fronte è stato aperto davanti al Collegio Arbitrale previsto dall’accordo collettivo tra FIGC, Lega Serie A e AIC. Con questo procedimento, la società punta a far accertare l’inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del calciatore. L’obiettivo è ottenere l’autorizzazione a interrompere, con effetto retroattivo dal 1° luglio, il pagamento degli stipendi a Banda e ad applicare le sanzioni economiche previste.

La vicenda è nata quando il giocatore non si è presentato al ritiro estivo della squadra, per poi accordarsi con l’Al Swehly grazie a un transfer provvisorio concesso dalla FIFA dopo un iniziale rifiuto della FIGC. Ora la parola passa agli organi di giustizia sportiva.

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