Lino Banfi, indimenticabile interprete del personaggio di Oronzo Canà, riceverà un premio speciale dalla famiglia di Oronzo Pugliese, l’allenatore che ha ispirato il celebre film “L’allenatore nel pallone”. La cerimonia si svolgerà a Turi, città natale del tecnico, in occasione della presentazione del docufilm “Lino d’Italia – Storia di un itALIENO”, dedicato alla carriera dell’attore.
Il contatto tra l’attore e la famiglia Pugliese è avvenuto in modo quasi surreale, come ha raccontato lo stesso Banfi. Una telefonata ha dato il via a tutto: “Sono il figlio di Oronzo Pugliese, l’allenatore che interpreti nel film”, ha esordito dall’altro capo del telefono il figlio del vero Oronzo. Dopo un primo momento di stupore, è stato chiarito che si trattava di un gesto di stima per aver portato il nome e lo spirito del padre in tutta Italia, trasformandolo in un’icona immortale.
Oronzo Pugliese, soprannominato “il Mago di Turi”, è stato una figura leggendaria del calcio italiano tra gli anni ’50 e ’70. Allenatore sanguigno, carismatico e noto per i suoi metodi poco ortodossi, ha guidato squadre come la Roma, la Fiorentina, il Bologna e il Foggia dei miracoli. La sua personalità unica e il suo approccio verace al calcio lo hanno reso un personaggio indimenticabile, le cui gesta sono state tramandate quasi come leggende.
La genesi del film del 1984 è legata proprio a queste storie. Come ha ricordato Banfi, l’idea è nata da una conversazione con il barone Nils Liedholm. Durante un volo verso Milano, l’allenatore svedese gli ha raccontato aneddoti su Pugliese, descrivendolo come un tecnico che arrivava a nascondersi negli armadi delle stanze d’albergo per sorprendere i calciatori che non rispettavano le regole.
Da quel racconto è nata l’ispirazione per creare un film. Banfi ha proposto l’idea al produttore Sergio Martino, che ha subito trovato il nome perfetto per il protagonista: Oronzo Canà. La scelta non fu casuale, ma legata a una battuta pronta: “Così chiamiamo tua moglie Mara e ci facciamo mandare due settimane in Brasile con la scusa del Mara-Canà”, ha spiegato Martino all’attore, unendo in un gioco di parole il celebre stadio brasiliano e il nome della consorte di Banfi.
Grazie a quella pellicola, la figura dell’allenatore di provincia, passionale e un po’ arrangiato, è entrata nell’immaginario collettivo. Oronzo Canà, con la sua Longobarda, il modulo “bi-zona” 5-5-5 e i suoi tormentoni, è diventato un simbolo del calcio romantico e popolare. Il premio che Lino Banfi riceverà a Turi non è quindi solo un riconoscimento alla sua interpretazione, ma un ringraziamento per aver saputo catturare e tramandare, attraverso la comicità, l’essenza di un uomo e di un’intera epoca sportiva.



