Juventus: polemiche sul contatto in area su Keita

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Cronache Mercato
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Nel finale della partita tra Juventus e Parma, con i bianconeri in vantaggio per 1-0, si è verificato un episodio che ha acceso forti discussioni. A circa un quarto d’ora dal fischio conclusivo, l’attaccante del Parma Keita è entrato in area di rigore e, dopo aver tentato un cross basso respinto dalla difesa, è caduto a terra in seguito a un contatto con il difensore juventino Alajbegovic. La squadra emiliana ha protestato vigorosamente, chiedendo l’assegnazione di un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro.

L’arbitro dell’incontro, Francesco Fourneau, ha lasciato proseguire il gioco, non ravvisando gli estremi per la massima punizione. Anche la sala VAR, presieduta da Francesco Meraviglia con l’assistenza di Marco Piccinini, ha confermato la decisione del campo, non richiamando il direttore di gara a una revisione dell’azione al monitor. La rapidità della valutazione ha confermato la sicurezza della squadra arbitrale sulla decisione presa sul terreno di gioco.

La scelta ha però generato un ampio dibattito post-partita. Secondo l’analisi di Luca Marelli, esperto arbitrale per DAZN, la decisione di Fourneau e del VAR è stata corretta. L’ex arbitro ha sottolineato un dettaglio cruciale: la dinamica del contatto non sarebbe stata provocata dal difensore, ma cercata dall’attaccante. Marelli ha spiegato che, osservando attentamente i replay, si nota come sia l’attaccante a compiere un movimento anomalo, allargando la propria gamba alla ricerca dell’avversario. Per questo, l’intervento del VAR è stato giudicato opportunamente rapido nel non correggere una valutazione di campo considerata corretta.

Sulla stessa linea d’onda si è espresso anche Emanuele Giaccherini, seconda voce tecnica della telecronaca. Pur ammettendo la presenza di un tocco, ha ritenuto che l’impatto non fosse sufficientemente intenso da giustificare la concessione del calcio di rigore.

Nonostante le rassicurazioni degli esperti, l’episodio ha lasciato aperti numerosi dubbi. La tesi del movimento innaturale di Keita per cercare il fallo non ha convinto unanimemente e molti opinionisti hanno ritenuto che una revisione al monitor da parte dell’arbitro sarebbe stata opportuna per fugare ogni incertezza, data la potenziale gravità dell’errore in una fase così delicata del match.

A chiudere il cerchio delle analisi è arrivato il commento dell’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, che nelle interviste del dopogara ha sposato pienamente la tesi del contatto cercato. “Non è rigore, è lui che allarga la gamba per trovare l’intervento del difensore”, ha dichiarato il tecnico. “Il VAR ha impiegato un minuto per liquidare la questione, ed è stato giusto così”. Le sue parole hanno confermato la linea del club, chiudendo la discussione sull’episodio dal punto di vista bianconero.

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