L’Inter ha iniziato la stagione confermando i favori del pronostico, con due vittorie nelle prime due giornate di Serie A che la proiettano a punteggio pieno. Dopo il successo all’esordio contro il Monza, è arrivata una vittoria di misura a Cagliari, ma dietro questi risultati positivi si nascondono alcune criticità che la dirigenza intende affrontare.
Una di queste riguarda la concretezza sotto porta. Contro il Monza, la squadra ha mostrato una percentuale realizzativa eccezionale, ma nella trasferta in Sardegna il trend si è invertito. Nonostante un dominio territoriale e numerosi tiri, i nerazzurri non sono riusciti a chiudere la partita, rimasta in bilico fino al fischio finale e salvata da interventi decisivi del portiere e della difesa.
La costante positiva di questo avvio di campionato risponde al nome di Hakan Calhanoglu. Il regista turco si è confermato leader del centrocampo, sbloccando il risultato a Cagliari con un colpo da biliardo dopo la rete di potenza della settimana precedente. Le sue prestazioni hanno acceso un faro sulla sua situazione contrattuale: il suo accordo scadrà a giugno 2027, quando avrà 33 anni.
Questa scadenza, sebbene ancora lontana, ha riportato alla memoria della società il precedente di Ivan Perisic. Nel 2022, dopo essere stato decisivo nella finale di Coppa Italia vinta contro la Juventus, il giocatore croato dichiarò pubblicamente che con i calciatori importanti non si può attendere l’ultimo momento per trattare i rinnovi. Poche settimane dopo, si è trasferito a parametro zero al Tottenham.
L’Inter non ha alcuna intenzione di ripetere un errore simile. La lezione impartita dal caso Perisic è stata assimilata e la strategia del club sarà quella di muoversi con largo anticipo per blindare uno dei suoi uomini chiave, evitando di arrivare a ridosso della scadenza con un giocatore di tale importanza.
Alle preoccupazioni per il futuro si aggiunge una disillusione legata al mercato. Il rendimento di Luis Henrique non ha ancora ripagato la fiducia. L’esterno brasiliano è apparso spesso l’anello debole della squadra, una situazione che ha spinto i dirigenti a cercare una soluzione in uscita durante l’ultima finestra di trasferimenti.
Tuttavia, la trattativa per la sua cessione non è andata in porto, lasciando il club con un giocatore pagato una cifra importante che al momento non garantisce il rendimento atteso. In questo quadro di luci e ombre, spiccano le note liete come la prestazione di Nicolò Barella, profeta in patria a Cagliari, a conferma della solidità di un gruppo che punta a essere protagonista su tutti i fronti.









