Tragedia al rave di Aarau, caccia al killer di Maria Spinelli. Un’ombra in fuga verso la Germania

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Armed police officers patrol near the Schachen horse racing track in Aarau following a shooting during a rave event near Aarau, Switzerland, Sunday, Aug. 30, 2026. (Michael Buholzer/Keystone via AP)
Armed police officers patrol near the Schachen horse racing track in Aarau following a shooting during a rave event near Aarau, Switzerland, Sunday, Aug. 30, 2026. (Michael Buholzer/Keystone via AP)

Un’ombra senza volto e senza nome, armata di una ferocia inspiegabile. È questo il profilo, ancora tragicamente vuoto, dell’assassino che ha trasformato una notte di musica e spensieratezza in un mattatoio. La caccia all’uomo che ha aperto il fuoco sulla folla al rave party dell’ippodromo di Aarau, in Svizzera, continua senza sosta, mentre un intero cantone e l’Italia intera piangono la morte di Maria Spinelli, 22 anni, originaria di Atri, in Abruzzo, falciata da una raffica di proiettili.

La macchina investigativa, imponente, si muove su più fronti. Gli agenti del cantone dell’Argovia, affiancati da 200 colleghi giunti in rinforzo e dalla polizia tedesca di Friburgo, stanno setacciando ogni centimetro di terreno, ogni possibile via di fuga. Il confine con la Germania, distante appena 20 chilometri, è più di un’ipotesi: è la pista più concreta, il timore più grande. Il killer, o i killer, potrebbero aver già varcato la frontiera, dissolvendosi nel buio oltre confine.

La scena del crimine, analizzata con meticolosità dagli specialisti, ha restituito elementi tanto agghiaccianti quanto enigmatici. Sul terreno sono stati rinvenuti bossoli di due calibri differenti: 9 millimetri, tipici di una pistola, e 4,5 millimetri, compatibili con un fucile d’assalto. Due armi, dunque. Questo, unito alla rivelazione fatta ieri sera in conferenza stampa dal comandante della polizia cantonale, Michael Leupold, complica ulteriormente il quadro. Con l’ausilio di una mappa, Leupold ha mostrato come i colpi siano partiti da almeno due punti distinti: uno vicino al palco e un altro in mezzo ai partecipanti. Due tiratori o un unico assassino che si è spostato con fredda lucidità? La polizia, per ora, non si sbilancia, ma l’ipotesi di un’azione coordinata non può essere esclusa.

Oltre a Maria, la cui giovane vita è stata spezzata per sempre, altri cinque ragazzi sono rimasti feriti. Tra loro, due connazionali, Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo. Le loro ferite, fortunatamente, non sono gravi e, dopo le prime cure, sono già potuti rientrare nelle loro abitazioni in Svizzera, portando con sé lo shock e le cicatrici di una notte d’inferno.

Ma è il movente a rappresentare il buco nero più profondo di questa indagine. «Tutte le piste sono al vaglio», ha dichiarato il comandante Leupold, delineando tre scenari ugualmente terrificanti. «Potrebbe trattarsi di un attentato terroristico, oppure di una strage compiuta da un individuo in preda alla follia o di un atto criminale, il cui movente ci è tuttora sconosciuto, una sorta di regolamento di conti». Quest’ultima ipotesi, tuttavia, sembra perdere consistenza ora dopo ora. Un dettaglio fondamentale emerso dalle prime indagini è che le persone colpite non si conoscevano tra loro. Un attacco mirato, un regolamento di conti, presuppone un obiettivo preciso. Qui, invece, sembra che chi ha sparato abbia voluto colpire a caso, nel mucchio, per massimizzare il terrore e il numero delle vittime.

Mentre la caccia all’uomo prosegue senza tregua tra Svizzera e Germania, resta il dolore per Maria Spinelli, una ragazza italiana andata a un festival per ballare e che non tornerà mai più a casa. La sua morte assurda lascia un vuoto incolmabile e una domanda che esige una risposta: perché? Una risposta che, al momento, è sepolta nel mistero che avvolge la fuga di un killer fantasma.

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