Naomi Osaka ha scelto gli US Open per rendere omaggio a una leggenda del basket, Allen Iverson. La tennista giapponese ha fatto il suo ingresso in campo con un lungo abito con cappuccio, manicotto al braccio, fascetta e polsini, un look che ha rievocato immediatamente lo stile iconico di “The Answer”.
Gli ingressi ai tornei sono da sempre un modo per Osaka di comunicare con il mondo e questa volta ha voluto celebrare un atleta che considera un modello. “Per me è stato un pioniere”, ha detto la campionessa. “Mi sono sempre ispirata a lui perché ha cambiato il modo di vestire dei giocatori NBA e, più in generale, ha sdoganato la possibilità di esprimere se stessi attraverso lo stile”.
La scelta è nata in risposta al tema proposto da Nike per i completi del torneo, interamente ispirati al mondo del basket. “Nike ha suggerito ‘basket’ e io ho risposto: ‘Ok, vi darò il basket'”, ha raccontato Osaka, sottolineando come volesse portare nel suo look l’energia e l’atmosfera della città di New York.
L’omaggio va a un uomo che ha rivoluzionato l’immagine della NBA. Quando Iverson è arrivato nella lega nel 1996, ha portato con sé l’estetica della cultura hip-hop senza compromessi: treccine, tatuaggi, catene e abiti oversize. È diventato un modello che ha unito musica, sport e cultura, parlando direttamente a una nuova generazione con il suo stile di gioco irriverente e generoso.
Questa affermazione di identità, però, si è scontrata con la visione della lega. Nel 2005, l’allora commissioner David Stern ha imposto un rigido codice di abbigliamento che sembrava mirare direttamente a Iverson e all’estetica hip-hop, vietando maglie larghe, gioielli vistosi e vecchie divise. Poco prima, la rivista ufficiale della NBA aveva cancellato in post-produzione i tatuaggi di Iverson da una foto di copertina, un gesto che ha suscitato forti polemiche.
Iverson non ha mai fatto un passo indietro. “Neanche per un secondo ho pensato di conformarmi. Stanno prendendo di mira la mia generazione, la generazione hip-hop”, ha dichiarato all’epoca, supportato dal suo sponsor Reebok. La sua eredità è stata cementata da prestazioni memorabili, come la vittoria del titolo di MVP nel 2001 e l’iconico gesto con cui ha scavalcato Tyronn Lue nelle Finals di quello stesso anno.
Il tributo di Osaka non è stato l’unico incrocio tra tennis e basket a Flushing Meadows. Anche altri atleti hanno indossato completi che richiamavano le divise delle squadre NBA. La stessa Osaka, prima del torneo, si era presentata in conferenza stampa con una maglietta celebrativa di Iverson.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro alla leggenda dei Philadelphia 76ers, che ha risposto sui social. “Wow, che onore. Sono un tuo grande fan, non vedo l’ora di conoscerti”, ha scritto Iverson, chiudendo il cerchio di un omaggio che unisce due generazioni di campioni.





