Cardinale impone al Milan un nuovo modello di gestione

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Cronache sport calcio
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Gerry Cardinale ha intensificato la sua presenza al fianco del Milan. Il fondatore di RedBird è stato presente a diverse partite di inizio campionato, dimostrando non per scaramanzia, ma per una precisa volontà di prendere in mano la gestione del club in prima persona.

Durante l’estate, Cardinale ha condotto le trattative più importanti di calciomercato, sfruttando le sue relazioni dirette con le proprietà delle altre società. Ha dedicato e continuerà a dedicare molto tempo al Milan, avendo compreso gli aspetti che non hanno funzionato nella sua gestione a distanza, dal periodo post scudetto 2022 fino a recenti delusioni sportive.

A Milanello e a Casa Milan, di conseguenza, molto è cambiato. La presenza costante di Cardinale ha modificato i processi decisionali, ora frutto di consultazioni dirette con i suoi collaboratori e con l’allenatore Ruben Amorim. Un esempio significativo è stata la sua partecipazione a una conferenza stampa del tecnico portoghese, un gesto inedito per un proprietario nel contesto italiano.

Il legame con l’allenatore è diventato un pilastro della nuova gestione. Cardinale ha più volte sottolineato di aver voluto scegliere personalmente il tecnico, ribaltando il modello tradizionale del calcio italiano che affida tale compito a un direttore sportivo. Cardinale ha rotto questo paradigma, coerentemente con la sua natura incline al cambiamento e all’innovazione.

La sua decisione si è basata su un principio chiaro: il Milan deve praticare un calcio offensivo e propositivo. Da un’attenta selezione di profili è emerso il nome di Amorim, con cui il proprietario ha poi lavorato a stretto contatto per definire le strategie di mercato, senza l’intermediazione di una figura dirigenziale.

Per questo, Cardinale ha assunto un ruolo di primo piano fin dalla presentazione del nuovo allenatore, prendendosi pubblicamente la responsabilità delle scelte fatte. Questa nuova fase non si arresterà, indipendentemente dai risultati a breve termine. L’idea è di consolidare un percorso di crescita ben definito.

Nei prossimi mesi, tra l’autunno e la primavera, è previsto un ulteriore cambiamento nella struttura dirigenziale con l’inserimento di un nuovo capo dell’area sportiva. Cardinale ha già incontrato e incontrerà diversi profili per questa posizione. Una cosa però è certa: non concederà mai più le chiavi del club a una sola persona, come accaduto in passato con Giorgio Furlani.

Il proprietario non gestirà più la squadra a distanza dagli Stati Uniti. La sua presenza sarà costante per assicurarsi che il modello impostato in questa estate prosegua: un sistema basato su decisioni condivise in cui l’allenatore ha un peso rilevante. Sarà il nuovo capo dell’area sportiva a doversi adattare a questa visione, e non viceversa.

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