Pellegris, il bomber dei dilettanti segna il gol n. 400

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Cronache sport calcio
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Roberto Pellegris, a 43 anni, ha iniziato la sua ventiquattresima stagione nel calcio dilettantistico scrivendo una pagina di storia personale. Con la doppietta segnata nella partita d’esordio in Coppa Lombardia, vinta 3-2 dalla sua squadra, la Fiorente Colognola Bergamo, l’attaccante ha raggiunto e superato la straordinaria quota di 400 gol in carriera.

Un traguardo raggiunto sul campo di Orio al Serio che corona una carriera dedicata al gol, spesa principalmente tra Eccellenza e Serie D. Attualmente in forza alla Fiorente Colognola (Prima Categoria), il bomber bergamasco vanta un bottino così suddiviso: 42 reti in Serie D, 272 in Eccellenza, 64 in Promozione e 22 in Prima Categoria. Un conteggio meticoloso tenuto dal cognato Eros, suo primo tifoso.

“Questo traguardo è dedicato a loro”, ha commentato Pellegris riferendosi alla sua famiglia, la moglie Barbara e i figli Nicole e David, “che hanno sopportato questa mia passione per tutti questi anni”. La sua fame di gol lo ha portato a vincere per ben dieci volte il titolo di capocannoniere del proprio campionato. La prima volta è stata nel 2007 in Eccellenza con l’Ardens Cene (27 gol), mentre l’ultima affermazione risale alla scorsa stagione con 20 reti.

La sua stagione più prolifica rimane quella del 2010-2011, quando con la maglia del Mapello, in Eccellenza, ha messo a segno 39 gol in 36 partite. Nel suo passato c’è anche il sogno del professionismo, sfiorato ma mai pienamente realizzato. Ha collezionato solo quattro presenze con l’AlbinoLeffe in Serie C nel 2001, a 18 anni.

Quelle apparizioni, però, gli sono valse la chiamata della Juventus. Nella stagione 2001-2002 ha giocato nella squadra Primavera bianconera, allenata da un allora emergente Gian Piero Gasperini. In quel gruppo figuravano giocatori come il portiere Antonio Mirante, il difensore Daniele Gastaldello e il centrocampista Matteo Paro. “Mister Gasperini era già un martello”, ha ricordato Pellegris. “Giocavamo con il 3-4-3, uomo su uomo. In quegli anni la difesa a tre non la faceva nessuno”.

Al termine di quella stagione, è tornato all’AlbinoLeffe per poi iniziare una serie di prestiti in Serie D tra Rodengo Saiano e Oggiono. Il treno per il grande calcio era passato. “Nei primi anni di Serie D ed Eccellenza ho avuto richieste dalla C, ma avevo appena conosciuto mia moglie. Volevo creare una famiglia e avere stabilità, così ho scelto di continuare nei dilettanti”. Una scelta di vita che, 24 anni e 400 gol dopo, non sembra rimpiangere, ancora al centro dell’attacco con la sua maglia numero 9. “Finché sto bene, voglio continuare a giocare e a buttarla dentro”.

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