L’attesa per il suo ritorno nella massima competizione europea era alta, ma la serata si è trasformata in un’esperienza da dimenticare. Yann Sommer ha vissuto un debutto da incubo con la maglia del Club Brugge in Champions League, in una partita che ha messo a nudo una sorprendente fragilità. L’ex portiere dell’Inter, tornato protagonista in Europa grazie al trasferimento in Belgio, non ha saputo onorare le aspettative.
La sfida casalinga contro l’Aston Villa, disputata al Jan Breydel Stadion, ha mostrato fin dai primi minuti le difficoltà del portiere svizzero. Dopo appena undici minuti di gioco, la squadra belga ha incassato il primo gol. John McGinn ha trovato la rete con un tiro diagonale da posizione angolata; una conclusione sulla quale Sommer è apparso poco reattivo, limitandosi a osservare il pallone entrare in porta senza tentare un intervento deciso. Un primo campanello d’allarme che ha subito incrinato la sua sicurezza.
Poco dopo, un episodio goffo ha confermato il suo stato di confusione. Nel tentativo di effettuare un rilancio con le mani, Sommer ha urtato involontariamente un compagno di squadra, perdendo la presa sul pallone. Istintivamente lo ha recuperato, ma lo ha fatto quando la sfera aveva già varcato la linea dell’area di rigore, un gesto che ha evidenziato ulteriormente il suo nervosismo e la sua mancanza di lucidità.
Il Club Brugge ha trovato la forza di reagire e ha raggiunto il pareggio al 19′ grazie a un gol di Hugo Vetlesen, riaccendendo le speranze dei tifosi di casa. L’illusione, però, è durata poco. Appena tre minuti più tardi, l’Aston Villa si è riportato in vantaggio con Emiliano Buendia, che ha finalizzato un’azione con un tocco ravvicinato. In questa circostanza, le responsabilità dell’estremo difensore sono state minime.
Tuttavia, il colpo di grazia alla sua prestazione è arrivato poco prima dell’intervallo. Su un lungo lancio dalla difesa inglese, Sommer ha preso una decisione tanto audace quanto scellerata: ha abbandonato la propria porta e si è lanciato in un’uscita avventata quasi fino a centrocampo. L’intervento è fallito clamorosamente, mancando il pallone e lasciando Nicolas Jackson completamente solo per siglare il 3-1 a porta sguarnita.
A rendere ancora più amaro il bilancio, il confronto a distanza con il portiere avversario, Zion Suzuki, ex conoscenza della Serie A, che ha invece offerto una prestazione solida e sicura. Per Sommer, questo esordio rappresenta un passo falso inatteso, una prima impressione negativa che dovrà essere cancellata con prove di ben altro livello nelle prossime uscite.





