È iniziata ufficialmente l’avventura dell’Inter nella UEFA Champions League 2026/27. I nerazzurri hanno affrontato la prima, impegnativa trasferta della nuova League Phase, volando in Spagna per misurarsi con il Real Madrid.
Il palcoscenico è stato quello delle grandi occasioni, il Santiago Bernabeu, uno stadio che evoca ricordi indelebili per i tifosi interisti. Proprio qui, nel 2010, la squadra allora guidata da José Mourinho conquistò la coppa che completò uno storico Triplete. Il destino ha voluto che sulla panchina dei Blancos sedesse proprio lo Special One, rendendo la sfida ancora più carica di significato e di emozioni. Un incrocio tra un passato glorioso e un presente tutto da scrivere.
L’obiettivo per entrambe le formazioni era chiaro: partire con il piede giusto in un girone unico che non ammette passi falsi. Conquistare punti fin dalla prima giornata si è rivelato fondamentale per impostare al meglio il cammino nella massima competizione continentale. La tensione e la concentrazione sono state palpabili fin dai primi istanti.
Per questa delicata partita, il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, ha confermato il collaudato 3-5-2. Tra i pali è stato schierato Josep Martinez. La linea difensiva a tre ha visto la presenza di Pavard sul centro-destra, Bisseck come perno centrale e l’insostituibile Bastoni a sinistra. Le sorprese maggiori sono arrivate dalle corsie esterne, con la scelta di Diouf a destra e Carlos Augusto preferito a sinistra. In mezzo al campo, la regia è stata affidata a Calhanoglu, supportato dalla qualità di Barella e dalla fisicità di Jones. In attacco, nessuna sorpresa: la coppia titolare formata dal capitano Lautaro Martinez e da Marcus Thuram ha guidato l’assalto nerazzurro.
Dall’altra parte, José Mourinho ha risposto con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, ricco di talento e imprevedibilità. Tra i pali ha giocato Courtois, protetto da una linea a quattro composta dall’ex interista Dumfries, Konaté, il giovane Huijsen e Cucurella. In mediana, una cerniera di altissimo livello con Alexander-Arnold e Valverde a fare da schermo e impostare l’azione.
Il potenziale offensivo dei madrileni è apparso impressionante, con un trio di trequartisti composto da Brahim Diaz, la stella Jude Bellingham e il velocissimo Vinicius Jr. Il terminale offensivo, nel ruolo di unica punta, è stato Kylian Mbappé, il pericolo numero uno per la difesa interista. Una formazione studiata per attaccare e mettere in difficoltà la retroguardia avversaria fin da subito.
La direzione della gara è stata affidata all’arbitro inglese Michael Oliver. Si è trattato di un confronto di altissimo livello, un test probante per valutare le ambizioni europee di entrambe le squadre in questa nuova era della Champions League.





