Milan, la strategia di Amorim per i cambi decisivi

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Cronache sport calcio
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I cambi a partita in corso si sono rivelati un’arma preziosa per il Milan di Ruben Amorim nelle prime giornate di campionato. Il tecnico portoghese ha costruito parte dei suoi successi iniziali grazie all’impatto dei giocatori subentrati, dimostrando di avere un piano tattico ben definito.

Due dei cinque gol segnati dai rossoneri nelle prime tre partite sono arrivati dalla panchina. A questi si aggiunge l’autogol propiziato dal neoentrato Jashari contro il Venezia, che ha sigillato il risultato sul 2-0. L’analisi delle sostituzioni effettuate da Amorim svela uno schema ricorrente: il momento medio degli ingressi si attesta intorno al 69′ e il tecnico ha sempre utilizzato tutti e cinque gli slot a sua disposizione.

Una costante è stata l’uscita dal campo di Mario Gila, non per scelta tecnica ma per una gestione fisica, dato che il giocatore non ha ancora raggiunto la condizione ottimale. L’allenatore chiede grande dispendio energetico alla squadra, basato su pressing alto e riconquista immediata del pallone. Per questo motivo, i due trequartisti sono stati spesso tra i primi a essere sostituiti, solitamente intorno all’ora di gioco.

Anche gli esterni non hanno mai concluso una partita, una scelta volta a garantire freschezza e ritmo costante sulle fasce. La sfida contro la Juventus ha fornito l’esempio più chiaro: l’ingresso di Chukwueze per Moreira ha cambiato il volto dell’attacco e ha prodotto l’assist per il gol di Cisse, a sua volta appena entrato. Pure a centrocampo uno dei titolari viene spesso sacrificato, come accaduto a Modric nelle ultime due gare. Gli unici a non essere mai stati sostituiti sono stati Yunus Musah e Gonçalo Ramos.

La strategia di Amorim non è casuale, ma risponde a una precisa volontà espressa pubblicamente. L’allenatore ha dichiarato di voler valutare l’intero gruppo a sua disposizione entro gennaio, concedendo minuti a tutti per farsi un’idea chiara del potenziale della rosa. Il debutto di Moreira contro la Juventus, al posto di un Chukwueze in forma, conferma questa fase di studio.

Questo approccio non è una novità assoluta, ma si adatta al contesto. Allo Sporting Lisbona, le sostituzioni arrivavano mediamente prima, intorno al 59′, e coinvolgevano spesso attaccanti e ali. Al Manchester United, invece, l’impatto dei subentrati è stato meno significativo, nonostante una panchina di alto livello. In Inghilterra, i cambi hanno riguardato frequentemente i difensori e i trequartisti.

Contrariamente ad altri allenatori che a volte programmano le sostituzioni, Amorim basa le sue decisioni sull’analisi della partita in tempo reale. Osserva, valuta e interviene al momento giusto. Finora, i risultati gli hanno dato ragione, trasformando la gestione della panchina in un fattore determinante per il suo Milan.

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