Una nuova generazione di calciatori si sta affermando nel calcio italiano. Si tratta dei ragazzi nati nel 2007, un’annata che ha già iniziato a lasciare il segno in Serie A con diversi atleti che si sono guadagnati un posto tra i professionisti, dimostrando talento e personalità.
Le prime giornate di campionato hanno fornito un segnale forte. Diversi classe 2007 sono scesi in campo, molti dei quali partendo titolari. Tra questi, Rodrigo Mora ha anche segnato il suo primo gol nel massimo campionato. Questi dati suggeriscono una tendenza chiara: i club stanno dando fiducia a questi giovani calciatori, che rispondono con prestazioni di alto livello.
Le loro storie personali sono diverse e affascinanti. Emanuele Lulli, cresciuto nel settore giovanile della Roma, rappresenta il “ragazzo di casa” che si è fatto strada fino alla prima squadra. Il suo allenatore ha creduto in lui, trovandogli una nuova posizione come esterno alto e dandogli fiducia fin da subito.
La storia di Rodrigo Mora sembra tratta da un film. Un turista lo ha notato mentre palleggiava su una spiaggia e lo ha spinto a iscriversi a una scuola calcio. Dopo le esperienze al Custoias e al Porto, è approdato alla Roma, dove ha conquistato un posto da titolare pochi giorni dopo il suo arrivo ufficiale.
Anche Mattia Liberali ha un percorso netto: è entrato nel settore giovanile del Milan a soli otto anni. Considerato “una spanna sopra gli altri” fin da bambino per la sua abilità nel dribbling, ha coltivato un talento naturale per saltare l’uomo e per il gol che lo ha accompagnato fino al calcio professionistico.
Alessio Cacciamani ha legato la sua giovane carriera al Torino. A soli 17 anni ha esordito in Serie A contro l’Inter, diventando uno dei debuttanti più giovani nella storia del club granata. In breve tempo, ha saputo conquistare la fiducia dell’ambiente e una maglia da titolare.
Kerim Alajbegovic, nato in Germania da famiglia bosniaca, ha mostrato grande coraggio scegliendo di rappresentare la Bosnia. Non ha temuto i palcoscenici importanti, segnando nei playoff per il Mondiale e trasformando con freddezza un rigore decisivo a soli 18 anni.
A questi si aggiunge l’esempio di Franco Mastantuono, un coetaneo che ha scelto il calcio dopo essere stato un promettente tennista a livello internazionale. A dieci anni ha rifiutato la prima offerta del River Plate, per poi accettarla due anni dopo e debuttare in prima squadra, diventando uno dei più giovani nella storia del club argentino.







