Petar Sucic ha affrontato un inizio di stagione complesso con la maglia dell’Inter. Il centrocampista croato è stato impiegato sia come titolare, nella partita contro il Napoli, sia come subentrato a gara in corso contro il Real Madrid, ma in entrambe le occasioni la sua prestazione non ha convinto.
Le cause di questo rendimento al di sotto delle aspettative sono diverse e analizzate con attenzione dallo staff tecnico. In primo luogo, il giocatore risente ancora di una condizione fisica non ottimale, portando con sé la stanchezza accumulata dopo un percorso internazionale molto impegnativo. A questo si aggiunge una concorrenza interna che, soprattutto nel reparto di centrocampo, si è fatta estremamente qualificata e numerosa.
Il modulo di riferimento dell’Inter, il 3-5-2, prevede tre posti a centrocampo per cui competono ben sette giocatori di alto livello. La gerarchia attuale vede Hakan Calhanoglu come punto fermo del reparto, difficilmente sostituibile se non per turnover o problemi fisici. Al suo fianco, Nicolò Barella occupa un’altra posizione con grande continuità, lasciando un solo slot per diversi pretendenti.
Per il ruolo di mezzala, i principali candidati sono Piotr Zielinski e Davide Frattesi, con Henrikh Mkhitaryan che funge da alternativa di grande esperienza. In questo scenario, per giocatori come Sucic e il giovane Aleksandar Stankovic, che necessita ancora di un periodo di apprendistato, ritagliarsi un minutaggio consistente è un’impresa ardua.
Nonostante le recenti difficoltà, la società e lo staff tecnico considerano Sucic una risorsa preziosa per la rosa, un jolly in grado di ricoprire più ruoli e aggiungere qualità, proprio come avvenuto nella stagione precedente. L’abbondanza di scelte non è vista come un problema, ma come una necessità per affrontare un calendario fitto di impegni tra campionato e coppe.
Ogni giocatore è quindi chiamato a sfruttare al massimo le opportunità concesse per provare a scalare le gerarchie interne. Sucic, che ha comunque trovato spazio in tutte le partite disputate finora, non ha ancora lasciato il segno come sperato. Tuttavia, dopo aver affrontato due avversari di altissimo livello, il percorso per ritrovare la forma migliore potrebbe ora essere più agevole.



