Mika Hakkinen, due volte campione del mondo di Formula 1 e membro della Laureus World Sports Academy, ha analizzato diversi temi del motorsport attuale, a partire dalla nuova sfida che attende i piloti sul circuito di Madrid. L’ex pilota ha espresso grande interesse per il tracciato, che ha avuto modo di vedere in anteprima. “L’ho subito trovato molto affascinante sotto il punto di vista della guida”, ha dichiarato, prevedendo una gara intensa, specialmente in qualifica.
Il focus si è poi spostato sul giovane talento Kimi Antonelli, reduce da una vittoria a Monza. Hakkinen ha lodato la performance del pilota, definendola impressionante data la sua limitata esperienza. “È molto più maturo di quanto fossi io alla sua età”, ha ammesso il finlandese. Secondo Hakkinen, il punto di forza di Antonelli è la sua intelligenza strategica, che lo porta a gestire i weekend di gara con una visione orientata al campionato, sapendo quando è saggio accontentarsi di un piazzamento.
Un esempio di questa maturità, ha spiegato, è stata la scelta di prendere una penalità a Monza, la sua gara di casa, una decisione che non gli ha comunque impedito di conquistare la vittoria. “Quando sei giovane il rischio è spesso quello di esagerare”, ha aggiunto Hakkinen, “invece a volte bisogna giocare di intelligenza”.
Riguardo alla lotta per il titolo, Hakkinen non crede che Antonelli senta la pressione degli avversari, nonostante questi abbiano ridotto il divario iniziale. Al contrario, ha sottolineato come il pilota sia circondato da un’atmosfera di positività ed entusiasmo, un’energia fondamentale per mantenere la concentrazione. “Tocca ai suoi avversari fare qualcosa di magico”, ha concluso su questo punto.
L’ex campione ha affrontato anche il delicato tema degli ordini di scuderia, confrontando la sua epoca con la Formula 1 attuale. Ha ricordato come, ai tempi della sua rivalità con Michael Schumacher, la Ferrari applicasse gerarchie chiare sin dall’inizio della stagione. “In McLaren avevamo una filosofia un po’ diversa”, ha precisato, “il team voleva dare a entrambi i piloti le stesse opportunità, fino a quando non era più possibile”.
Oggi, secondo Hakkinen, la situazione è cambiata. Le squadre sono più caute nel definire apertamente prime e seconde guide, a causa della maggiore attenzione mediatica su ogni decisione. Pur comprendendo la frustrazione dei piloti, come quella espressa di recente da Lewis Hamilton, Hakkinen ha offerto una visione pragmatica: “Io probabilmente reagirei in modo vecchio stile e direi: «Dai, se abbiamo un campionato da vincere proviamo a farcela in ogni modo»”. La chiave, ha concluso, sta nel trasformare queste emozioni in qualcosa di produttivo per la squadra.








