Giugliano: svaligiato deposito giudiziario, razziati gli iPhone di Napolitano Store pronti per l’asta

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GIUGLIANO – Rubati i telefoni di Napolitano Store pronti per l’asta giudiziaria. Un colpo studiato nei minimi dettagli, messo a segno nel cuore della notte sfruttando il silenzio e l’isolamento della zona industriale. È questo lo scenario che si è presentato questa notte ai Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano, intervenuti in via Circumvallazione Esterna, all’interno della vasta e desolata area ASI, per un furto di ingente valore. Nel mirino di una banda, con ogni probabilità di professionisti, è finito un deposito di vendite giudiziarie, un luogo che custodisce beni pignorati o sequestrati, in attesa di essere battuti all’asta.

L’allarme è scattato a notte fonda. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, i malviventi avrebbero agito con rapidità e precisione chirurgica. Dopo aver eluso i sistemi di sorveglianza perimetrali, si sarebbero aperti un varco per penetrare all’interno della struttura. Una volta dentro, non hanno perso tempo a rovistare a caso, ma si sono diretti con impressionante sicurezza verso il locale adibito alla custodia dei beni di maggior valore, segno evidente di una pianificazione accurata, forse basata su informazioni ottenute in precedenza. L’obiettivo era chiaro e specifico: la tecnologia di lusso.

All’interno del locale di custodia, i ladri hanno fatto razzia di decine di smartphone marca Apple. Si tratterebbe, secondo le prime indiscrezioni, di modelli recenti e di alta gamma, pronti per essere messi in vendita tramite asta giudiziaria. Un bottino che, sebbene ancora in fase di precisa quantificazione, ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro. Questi dispositivi, privi di tracciamento e facilmente “ripulibili”, rappresentano una merce preziosa e di facile smercio sui canali del mercato nero, sia online che fisico.

Sul posto si sono precipitati i militari dell’Arma della compagnia locale, che hanno immediatamente cinturato l’area e avviato i primi rilievi. Il sopralluogo, proseguito fino alle prime luci dell’alba, è stato meticoloso. Gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche sono al lavoro per repertare ogni possibile traccia, impronte o elementi biologici lasciati dalla banda. Parallelamente, gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini di tutte le telecamere di videosorveglianza presenti non solo all’interno del deposito, ma anche lungo le possibili vie di fuga nell’area industriale.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, procedono a 360 gradi e non escludono alcuna pista. Si scava nella vita del deposito per verificare la possibilità di un basista, qualcuno che potesse conoscere la planimetria, i sistemi di sicurezza e, soprattutto, l’esatta ubicazione della merce più appetibile. Il colpo di questa notte riaccende i riflettori sulla questione della sicurezza nelle aree industriali del napoletano, spesso preda, durante le ore notturne, di bande specializzate in furti su commissione. La caccia all’inafferrabile “banda degli iPhone” è ufficialmente aperta.

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