“Cambiare allenatore non è nel mio spirito”. Con queste parole, l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha riassunto la sua filosofia di gestione sportiva. L’idea alla base è chiara: programmare, costruire e concedere tempo, accettando la possibilità di affrontare periodi difficili. Una visione che mira alla stabilità, considerata un valore fondamentale per la crescita di un club.
Questo approccio è supportato dai fatti e dalle scelte compiute nel corso della sua lunga esperienza alla guida della società neroverde. In dodici stagioni, la panchina del Sassuolo ha visto alternarsi sette tecnici, un numero che testimonia una certa continuità se confrontato con la media del calcio italiano. Ancora più significativo è il dato sugli esoneri, a cui la dirigenza è ricorsa soltanto in due occasioni.
La storia dei tecnici sotto la sua gestione è iniziata con Eusebio Di Francesco, rimasto dal 2014 al 2017. Il suo ciclo si è concluso con una risoluzione consensuale del contratto per permettergli di accasarsi alla Roma, a coronamento di un percorso straordinario.
Il successore, Christian Bucchi, ha avuto un’esperienza più breve: arrivato il 20 giugno 2017, è stato esonerato il 27 novembre dello stesso anno. A lui è subentrato Giuseppe Iachini, che ha guidato la squadra fino al 5 giugno 2018, chiudendo il rapporto con una risoluzione.
Dal 13 giugno 2018 è iniziata l’era di Roberto De Zerbi, uno dei cicli più iconici del club. Dopo tre stagioni di grande calcio, il tecnico ha deciso di intraprendere una nuova avventura professionale, lasciando il 16 maggio 2021.
Il testimone è passato ad Alessio Dionisi il 16 giugno 2021. La sua avventura si è interrotta il 25 febbraio 2024 con il secondo esonero dell’era Carnevali, in una stagione particolarmente complessa per la squadra.
Per tentare di salvare la stagione, è stato chiamato Davide Ballardini il 1° marzo 2024, con un contratto limitato fino al termine del campionato. L’ultimo capitolo, finora, ha visto protagonista Fabio Grosso, ingaggiato il 3 giugno 2024 con un accordo biennale, ma il cui rapporto si è interrotto prematuramente con una risoluzione consensuale.
L’analisi di questi dodici anni rivela un modello di gestione che privilegia la continuità e le risoluzioni consensuali rispetto ai licenziamenti netti. Le partenze di figure chiave come Di Francesco e De Zerbi sono avvenute per loro scelta di cogliere altre opportunità, segno di un ambiente che permette ai professionisti di crescere e valorizzarsi. Gli esoneri di Bucchi e Dionisi rappresentano le eccezioni che confermano la regola, dettate da situazioni di classifica delicate che hanno richiesto un intervento drastico per provare a invertire la rotta.







