Il Gran Premio di Madrid ha certificato che la Ferrari dovrà rinunciare alle ambizioni di titolo mondiale per la stagione 2026. La frustrazione per un’altra annata senza l’alloro iridato è emersa dal ritiro di Lewis Hamilton, fermato da un problema tecnico ai freni che gli è costato il primo zero in classifica.
Il guasto di affidabilità sulla SF-26 ha evidenziato le difficoltà della scuderia nel massimizzare la prestazione nell’arco di un intero fine settimana. L’episodio è risultato ancora più simbolico perché è coinciso con la vittoria di Kimi Antonelli, che ha così consolidato la sua leadership nel campionato piloti.
La situazione in classifica vede ora Hamilton staccato di 101 punti, un distacco che rende impossibile la rincorsa al titolo nelle gare rimanenti. Questo divario si è creato soprattutto in quattro Gran Premi dove la Ferrari, sulla carta, avrebbe dovuto avere le sue migliori opportunità: Budapest, Zandvoort, Monza e Madrid.
In Olanda, è stata la McLaren di Lando Norris a sfruttare le caratteristiche del tracciato, come già accaduto in Ungheria. A Monza, l’aggiornamento al motore non è bastato a contrastare la rimonta vincente di Antonelli, mentre i piloti Ferrari sono stati protagonisti di contatti e uscite di pista.
Anche a Madrid, pista indicata come favorevole, è arrivata un’altra gara senza podio. Charles Leclerc ha condotto la corsa solo in attesa della sosta ai box, prima di cedere la posizione al futuro vincitore. Il team principal Fred Vasseur ha quindi delineato le nuove priorità per le otto gare conclusive della stagione.
La scuderia non interromperà lo sviluppo, ma lo orienterà in modo strategico. “Ciò che sviluppiamo possiamo portarlo direttamente sul progetto del prossimo anno, quindi continueremo a spingere”, ha dichiarato Vasseur, specificando che l’80% delle componenti sarà trasferibile sulla vettura futura.
L’obiettivo è diventato la difesa del secondo posto nella classifica Costruttori e l’assalto alla stessa posizione in quella Piloti. Parallelamente, una parte significativa delle energie sarà dedicata al progetto 2027, anno in cui la Ferrari dovrà compiere un deciso passo in avanti.
La sfida non sarà semplice, dato il ritorno dei rivali. La McLaren ha mostrato una crescita prepotente, sfiorando la vittoria a Madrid, mentre la Red Bull con Max Verstappen è tornata a essere molto competitiva. La Mercedes, dal canto suo, si conferma una forza costante su quasi tutti i circuiti.
A complicare il quadro si aggiungono la cronica mancanza di velocità in qualifica, che costringe a partenze arretrate, e i segnali di una non perfetta serenità interna. Sebbene il calendario presenti ancora circuiti come Baku, Singapore e Austin dove un exploit è possibile, la realtà della classifica ha imposto un cambio di rotta. La pianificazione per il 2027 è diventata una necessità.



