Marcolin analizza la Lazio: non è in alto per caso

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Cronache sport calcio
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Una sorpresa, ma non casuale. L’avvio di stagione della Lazio di Gattuso, vera rivelazione del campionato, ha fondamenta solide secondo l’analisi di Dario Marcolin. L’ex centrocampista biancoceleste, oggi opinionista, ha sottolineato come i 10 punti conquistati nelle prime quattro giornate, un bottino identico a quello della squadra che vinse lo scudetto nel 1999-2000, non siano frutto del caso ma di un percorso preciso.

Marcolin ha individuato l’origine di questa rinascita in un momento apparentemente negativo: la sconfitta in Coppa Italia contro il Mantova. A suo avviso, quella delusione ha agito da catalizzatore, compattando la squadra attorno al tecnico e facendo scattare una molla d’orgoglio che ha permesso al gruppo di crescere progressivamente.

Un ruolo cruciale è stato attribuito a Gennaro Gattuso, elogiato per la sua capacità di integrare i nuovi acquisti e rilanciare giocatori che sembravano ai margini. “Il mercato è stato fatto molto bene e i risultati si stanno vedendo”, ha affermato Marcolin, citando l’impatto di Davide Frattesi sia a livello tecnico che di leadership. Allo stesso tempo, giocatori come Tavares, Belahyane e Mattia Zaccagni hanno ritrovato nuova vita sotto la sua guida.

Proprio Frattesi, Zaccagni e Tavares sono stati indicati come i nuovi trascinatori del gruppo, capaci di colmare il vuoto lasciato dai leader delle precedenti stagioni. Secondo Marcolin, questi giocatori stanno assumendo un ruolo centrale, simile a quello che fu di Immobile, Luis Alberto e Milinkovic nelle Lazio di Inzaghi e Sarri.

L’analisi si è poi spostata sul piano tattico, sfatando l’etichetta di Gattuso come allenatore prettamente “risultatista”. Marcolin ha spiegato come il tecnico abbia evoluto il 4-3-3 di Sarri, introducendo maggiore verticalità e aggressività a scapito di un palleggio prolungato. “Rino è un allenatore con un bagaglio completo”, ha commentato, evidenziando la notevole cifra di gioco delle sue squadre. Anche la qualità dei singoli, come quella di Tijjani Taylor, definito un “classico giocatore olandese con il calcio dentro”, contribuisce al successo.

Riguardo al futuro, Marcolin ha appoggiato la scelta di Gattuso di non fissare obiettivi a lungo termine. L’elemento chiave, per l’ex giocatore, è preservare la “spensieratezza” con cui la squadra sta giocando, evitando di creare ansie inutili. Anche la complicata situazione ambientale, paradossalmente, potrebbe aver agito da stimolo per rafforzare il senso di appartenenza.

Infine, un monito sul mercato. Sebbene si parli di possibili innesti per migliorare ulteriormente la rosa, Marcolin ha invitato alla cautela. In un momento così positivo, intervenire sulla squadra comporta il rischio di rompere i delicati equilibri interni che sono alla base del successo attuale.

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