Il tesoro di Montevergine tra custodi e futuro

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L'oro e Vaio
L'oro donato alla Madonna di Montevergine e uno dei custodi, Marcello Vaio

GRAZZANISE – Un patrimonio religioso e identitario, custodito e accresciuto nel corso di più generazioni, è stato finalmente mostrato alla comunità. L’esposizione dell’oro della Madonna di Montevergine ha rappresentato per Grazzanise un momento particolarmente significativo, rendendo visibile una ricchezza legata alla devozione e alla storia del paese. L’iniziativa era stata immaginata già diversi anni fa, ma si è concretizzata soltanto adesso grazie alla spinta di Signa e dell’amministrazione comunale. La mostra ha consentito ai cittadini di ammirare i preziosi conservati nel tempo e ha riaperto il confronto sulla loro futura tutela.

A ricostruirne la storia è Marcello Vaio (nel tondo), ex sindaco e già presidente del comitato per i festeggiamenti dalla fine degli anni Settanta fino al 2016. Vaio è oggi uno dei tre custodi dell’oro insieme a Saverio Carlino e Antonio Petrella.

“Bisogna ringraziare tutte le persone che, prima di noi, hanno raccolto e custodito questo patrimonio – sottolinea Vaio -. Giovanni Petrillo, che successivamente lasciò l’incarico a Maddalena Petrillo; dopo la sua scomparsa, il compito passò al nipote Saverio Carlino. Va ricordato anche Augusto Luciano, al quale sono subentrato io, e Antonio Petrella, zio dell’omonimo Antonio che oggi condivide questa responsabilità con me e Saverio. Un ringraziamento particolare va, prima di tutti, a don Modesto Petrella”.

La mostra, secondo l’ex sindaco, non deve però rappresentare un punto di arrivo. “È stato un evento bello, ma costituisce soltanto il primo passo. Adesso bisogna definire la posizione dell’oro e individuare una soluzione capace di tutelare questo patrimonio”.

Il prossimo passaggio sarà il confronto con il parroco, don Pasquale Buonpane. L’obiettivo indicato da Vaio è stabilire un modello di gestione che riconosca un ruolo anche ai parroci che, nel tempo, saranno chiamati a occuparsi della chiesa di Montevergine. Su un principio, però, la sua posizione è netta: “È un tesoro che deve restare a Grazzanise e ai grazzanisani”. Una ricchezza che non ha soltanto un valore materiale, ma racconta decenni di fede, donazioni e impegno da parte di quanti hanno contribuito a conservarla e a tramandarla.

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