Luciano Spalletti ha presentato in conferenza stampa l’esordio della Juventus in Europa League contro il NEC Nijmegen, fissando la rotta dopo la sconfitta in campionato contro il Sassuolo. L’allenatore ha chiesto una reazione immediata, sottolineando l’importanza di un approccio mentale corretto per evitare sorprese.
Il tecnico ha messo in guardia sulle qualità degli avversari olandesi: “Il NEC gioca un calcio riconoscibile, ci aspettiamo una proposta esclusiva come qualità di idee. Dobbiamo farci trovare pronti, altrimenti rischiamo di rimanere davvero sorpresi”. Spalletti ha evidenziato la loro media realizzativa di due gol a partita e la conoscenza di giocatori come Nuytinck, già visto a Udine. “Giocano con le fasce a piede invertito per creare situazioni al centro, poi ci sarà una continua pressione su cui dovremo farci trovare a giri alti a livello di testa, altrimenti può diventare una serata scomoda”.
Dopo l’analisi del recente ko, la squadra è chiamata a mostrare maggiore compattezza e a correggere gli errori. Per l’allenatore, la chiave non risiede tanto nella tattica collettiva, quanto nel “ritmo mentale”. “Chi pensa prima, gioca prima e difende prima, fa tutto prima. Questa è la vera qualità che può farti andare oltre i problemi in campo”.
Riguardo alla formazione, Spalletti ha mantenuto il riserbo, ma ha lasciato intendere alcune scelte precise. “Devo fare delle valutazioni. Ne abbiamo due o tre che non finiranno la partita e non possono essere messi tutti insieme, però io McKennie lo voglio in campo”. Un messaggio chiaro sul ruolo che il centrocampista americano avrà nella sfida. Anche su Koopmeiners le attese sono alte: “Per noi è importante, perché ci aspettiamo sempre il livello che conosciamo. Ha il dovere di mostrarci decisioni importanti, lo aspettiamo”.
Il tecnico ha poi parlato della pressione, definendola una “medicina per imparare a vivere” e mostrando serenità di fronte alle critiche esterne. Ha risposto indirettamente alle voci e ai commenti seguiti alla sconfitta, come quelli dell’amministratore delegato del Sassuolo, Carnevali: “È un uomo di calcio esperto ed equilibrato, sa bene cosa fare. Io sono convinto di avere a che fare con una squadra che considero forte”.
Infine, Spalletti ha offerto una riflessione più ampia sul calcio moderno, lodando le nuove regole arbitrali che penalizzano le perdite di tempo e premiano il contrasto fisico. “Il gioco dipende dalle micro-decisioni dei calciatori”, ha concluso, ribadendo che la squadra deve dimostrare in campo di essere all’altezza del nome che porta. “Essere pronti è l’unica lingua per spiegare che si è calciatori da Juventus”.








