Franck Ribéry allenatore: ha ottenuto la licenza UEFA Pro

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Cronache sport calcio
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Franck Ribéry ha ufficialmente iniziato il suo secondo tempo nel mondo del calcio, questa volta in panchina. L’ex stella francese ha conseguito la massima qualifica per allenatori, la licenza UEFA Pro, al termine del suo percorso di studi a Coverciano. Questo traguardo si aggiunge ai patentini UEFA A e B già ottenuti, rendendolo pronto per una nuova carriera.

La sua tesi, dal titolo “Il calcio che vorrei tra tradizione e innovazione, la ricerca della velocità”, ha messo in luce la sua visione: un calcio basato sulla fantasia piuttosto che su dati e moduli. La parola chiave del suo pensiero è “allure”, un termine francese che per lui significa non solo fascino, ma anche velocità e bellezza nel movimento. Ribéry ha descritto la sua idea di gioco come “un abito firmato uscito da una sartoria di alta classe”, un prodotto che deve essere bello e veloce per affascinare il pubblico.

La Serie A resta un sogno nel cassetto, un campionato che ha conosciuto bene nella fase finale della sua carriera con le maglie di Fiorentina e Salernitana. Il legame con Firenze, in particolare, è rimasto profondo. L’accoglienza da star ricevuta nell’estate del 2019 e la partecipazione alla partita del centenario del club viola nel settembre 2023 testimoniano un affetto mai svanito. Proprio Firenze è diventata la sua casa.

Nella città toscana, Ribéry ha costruito la sua nuova vita privata al fianco della compagna Greta Beccaglia, giornalista di 32 anni. La coppia ha da poco accolto il loro primo figlio, che si aggiunge ai cinque che l’ex calciatore ha avuto dal precedente matrimonio. La loro relazione, nata lontano dai riflettori, ha unito due personalità del mondo sportivo. Beccaglia è nota al pubblico anche per aver gestito con coraggio un grave episodio di molestia subito in diretta televisiva nel 2021, portando avanti la sua battaglia legale.

Come allenatore, Ribéry intende essere il frutto delle sue esperienze da giocatore. I suoi maestri sono stati tecnici del calibro di Carlo Ancelotti, Pep Guardiola e Jupp Heynckes, ma ha dichiarato di aver imparato molto anche da allenatori specializzati in lotte per la salvezza, come Beppe Iachini e Davide Nicola. Forte di una carriera ricca di successi, dalla nazionale francese ai trionfi con il Bayern Monaco, ora punta a creare uno stile di gioco unico, una sintesi dei suoi maestri ma con una forte e personale “allure”.

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