TUTTI I NOMI E FOTO. 31 arresti nel clan Petrone-Puccinelli: smantellata piazza di spaccio al Rione Traiano

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Arresti 17 settembre 2026
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NAPOLI – Smantellata la piazza di spaccio del clan Petrone-Puccinelli al rione Traiano. All’alba di ieri carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 persone. Accusate di associazione finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante mafiosa per aver favorito il clan camorristico Petrone/Puccinelli. L’operazione è stata coordinata dalla D.D.A. e disposta dal G.I.P. del Tribunale partenopeo. I militari dell’Arma hanno fatto irruzione nella roccaforte della cocaina gestita dal clan Petrone-Puccinelli.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, Fabrizia Fiore, ha emesso l’ordinanza applicativa di misure cautelari.

Gli investigatori dell’Arma fanno sapere che l’inchiesta ha svelato una complessa e capillare organizzazione criminale dedita al commercio e alla distribuzione al dettaglio di cocaina nel Rione Traiano. L’associazione a delinquere operava in modo stabile sotto l’egida e per agevolare il clan Petrone-Puccinelli, gruppo egemone sul territorio.

Le indagini hanno documentato le attività illecite poste in essere tra il 18 ottobre e il 3 novembre 2023, basandosi su una sterminata mole di intercettazioni e captazioni audio e video.

Il centro nevralgico dell’intera operazione era situato in via Tertulliano numero 34, all’interno di un locale seminterrato trasformato in un vero e proprio bunker blindato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al vertice della struttura figurava Antonio Martino, indicato come capo e promotore, con il compito di impartire le direttive strategiche sull’approvvigionamento e sulla vendita della droga.

La gestione operativa dell’organizzazione era invece affidata agli organizzatori Maurizio Attanasio, Daniele Nocera e Raffaele Pezzuti, che avrebbero curato i turni di servizio e la contabilità dei proventi.

Per garantire la continuità dello spaccio venivano arruolati custodi come Alfredo Tarantino e Salvatore Ottiero, incaricati di occultare le dosi in siti sicuri e rifornire costantemente i venditori.

L’infrastruttura di sicurezza era particolarmente sofisticata: la piazza era dotata di un impianto di videosorveglianza ad alta tecnologia, che sarebbe stato installato e manutenuto da Dumitru Nicusor Gheorghe, Salvatore Ottiero e Pasquale Cuccurullo. Quest’ultimo si sarebbe occupato anche dei lavori di ristrutturazione ed efficientamento delle porte blindate e delle cancellate poste a difesa dell’ingresso.

Un ruolo chiave era svolto dai pusher addetti al bilancino, tra cui Luigi Nocera, Pasquale Pisa, Antonio Tarantino, Emanuele Caiazza, Salvatore Caruso e Marco Valenza, impegnati nel confezionamento e nella vendita diretta delle singole palline di cocaina.

L’organizzazione si avvaleva inoltre di un articolato sistema di vedette e controllori per prevenire gli blitz delle forze dell’ordine. Tra le vedette avrebbero operato – sempre secondo il resoconto delle forze dell’ordine, Alessandro Pisa, Paolo Chiaro, Simone Tranchese, Salvatore Ricci, Salvatore Iuliano, Pietro Pistuggia, Pasquale Borsella, Luigi Delle Donne, Mario El Shabrawj, Stefano Palermo e Giorgio Saggiomo.

Le vedette avevano l’ordine tassativo di allertare la piazza sopraggiungendo con il convenzionale urlo d’allarme “Mario” al primo avvistamento delle pattuglie. Altri, come Massimo De Solda, Marco Deviato, Ciro Volonnino, Giuseppe Chiantone e Ivan Liguori, avrebbero selezionato gli acquirenti all’esterno e monitoravano le immagini delle telecamere di sicurezza. Tra le figure operative emergeva anche Giovanna Gaiangos, con il compito di assistere i pusher, reclutare clienti all’esterno ed eventualmente occultare le sostanze dosate in caso di perquisizioni imminenti.

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