Blitz in un ristorante a Mondragone: lavoro nero e 50 kg di carne sequestrata. Denunciata la titolare

69
Pubblicato il

MONDRAGONE (CE) – Un lavoratore “fantasma”, decine di chili di carne di dubbia provenienza e una sfilza di violazioni in materia di sicurezza e igiene. È un quadro allarmante quello emerso dal blitz condotto nella mattinata di ieri, 16 settembre, dai Carabinieri in un’attività di ristorazione del litorale domizio. Al termine di un meticoloso controllo, la titolare, una 43enne del posto, è stata denunciata a piede libero, mentre per il suo locale sono scattate sanzioni per quasi 10.000 euro e il sequestro di un ingente quantitativo di prodotti alimentari.

L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, ha visto l’azione congiunta dei militari del Reparto Territoriale di Mondragone, affiancati dai reparti specializzati dell’Arma: il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Caserta. Un dispiegamento di forze mirato a passare al setaccio ogni aspetto dell’attività di ristorazione, dalla regolarità dei contratti alla salubrità delle cucine, nell’ambito di un più ampio dispositivo di controllo del territorio volto a tutelare la legalità, la salute pubblica e i diritti dei lavoratori.

Il primo, grave illecito è stato scoperto proprio tra i fornelli. I militari del NIL hanno accertato la presenza di un dipendente impiegato senza alcun contratto di lavoro, un vero e proprio “lavoratore in nero”, privo di qualsiasi tutela assicurativa e previdenziale. Per questa violazione, alla legale responsabile del locale è stata immediatamente contestata la cosiddetta “maxi-sanzione”, un’ammenda salata quantificata in 3.900 euro. Ma le irregolarità non si sono fermate qui. Gli ispettori hanno riscontrato ulteriori e gravi mancanze relative alla sicurezza sul lavoro: per altri due dipendenti, sebbene regolarmente assunti, mancava la documentazione attestante la visita medica preventiva obbligatoria e la necessaria formazione in materia di sicurezza, adempimenti fondamentali per prevenire infortuni. Per queste omissioni sono state elevate ulteriori sanzioni per un totale di 3.274 euro.

Parallelamente, i Carabinieri del NAS hanno ispezionato le cucine e i magazzini, concentrandosi sulla sicurezza alimentare. Anche su questo fronte, la situazione è apparsa critica. È stata contestata una sanzione amministrativa di 2.000 euro per la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo (HACCP), un sistema che garantisce la tracciabilità e la sicurezza degli alimenti in ogni fase della produzione, dalla materia prima al piatto servito al cliente. La scoperta più preoccupante, però, ha riguardato le scorte di cibo. I militari hanno posto sotto sequestro amministrativo circa 50 chilogrammi di prodotti carnei. La merce, a seguito degli accertamenti, è risultata non conforme alle normative vigenti, sollevando seri interrogativi sulla sua provenienza e sulle modalità di conservazione, con potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Il bilancio finale del controllo è pesantissimo per la 43enne titolare dell’attività, che ora dovrà rispondere delle violazioni penali all’Autorità Giudiziaria e far fronte a un totale di oltre 9.000 euro di sanzioni amministrative. L’operazione si inserisce in una strategia di contrasto capillare agli illeciti che affliggono il settore della ristorazione e non solo, un’azione che l’Arma dei Carabinieri sta portando avanti con determinazione su tutto il territorio casertano. La posizione della donna è ora al vaglio della magistratura e, come da prassi, è tutelata dalla presunzione di innocenza fino alle fasi conclusive del procedimento giudiziario.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome