SAN FELICE A CANCELLO (CE) – Un fenomeno criminale che non conosce sosta, quello dei furti di rame, il cosiddetto “oro rosso” che continua a fare gola alla microcriminalità. Un’attività predatoria che causa non solo un danno economico, ma soprattutto gravi disservizi alla collettività, mandando in tilt la circolazione ferroviaria. Proprio per contrastare questa piaga, i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno messo a segno un importante colpo, arrestando in flagranza di reato un uomo di 38 anni sorpreso mentre, secondo l’accusa, era intento a depredare la linea ferroviaria.
Il blitz è scattato nel pomeriggio di ieri, 16 settembre, in una zona rurale ma nevralgica del comune di San Felice a Cancello. Tutto ha inizio con una segnalazione, precisa e tempestiva, giunta al numero di emergenza 112. A fare la differenza, in questo caso, è stata la prontezza e l’intuito di un Appuntato dell’Arma che, sebbene libero dal servizio e in abiti borghesi, ha intercettato la comunicazione e compreso immediatamente la gravità della situazione. Senza perdere un istante, il militare ha attivato la Centrale Operativa, facendo scattare il dispositivo di intervento.
Le pattuglie della locale Stazione Carabinieri si sono precipitate in via Porchiera, un’area adiacente alla tratta ferroviaria Cancello-Benevento, spesso teatro di simili atti vandalici. I militari hanno cinturato la zona con discrezione, muovendosi a ridosso dei binari fino a quando non hanno individuato il sospettato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 38enne è stato sorpreso proprio nel momento in cui stava armeggiando con i cavi elettrici della linea.
Colto con le mani nel sacco, l’uomo non ha potuto fare altro che arrendersi. L’ispezione sul posto ha permesso ai Carabinieri di recuperare circa 4 chilogrammi di cavi di rame, già meticolosamente tagliati, sfilati dalle loro guaine protettive e pronti per essere portati via. Un bottino forse modesto in termini di peso, ma dal potenziale distruttivo enorme per la funzionalità della rete ferroviaria. Il materiale è stato immediatamente recuperato e, al termine degli accertamenti, restituito all’avente diritto, ovvero la società che gestisce l’infrastruttura.
Durante l’operazione, i militari hanno inoltre rinvenuto e posto sotto sequestro penale l’arnese da taglio, verosimilmente una tronchese o una cesoia, che sarebbe stato utilizzato per recidere i cavi. L’attrezzo del mestiere è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria come corpo del reato.
Per il 38enne sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di furto aggravato. Dopo essere stato condotto in caserma per le formalità di rito e fotosegnalato, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
La sua vicenda giudiziaria prosegue a ritmo serrato: proprio questa mattina, 17 settembre, l’uomo comparirà davanti al giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la celebrazione del rito direttissimo, dove dovrà rispondere delle accuse mosse a suo carico. Come da prassi, la sua posizione resta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e l’uomo è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva, nel pieno rispetto delle garanzie processuali.











