FIGC, Malagò si difende: “Attacchi da fuoco amico”

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Cronache Mercato
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L’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha continuato a generare un acceso dibattito. Al centro della questione vi sono i dubbi sulla sua candidabilità, legati a un presunto mancato tesseramento prima del voto che potrebbe configurare una violazione dello statuto federale. La vicenda è attualmente al vaglio degli organi del Coni, che dovranno pronunciarsi sulla regolarità del processo elettivo.

In una recente intervista, il neopresidente ha rotto il silenzio sulla sua posizione, descrivendo il periodo come particolarmente difficile. Ha parlato apertamente di aver ricevuto attacchi inaspettati, provenienti da quello che ha definito “fuoco amico”. Secondo le sue parole, si tratterebbe di persone che in passato hanno beneficiato non solo della sua amicizia, ma anche del suo concreto supporto in varie circostanze.

Malagò ha espresso il suo disappunto per le numerose “prese di posizione ingiuste” lette e sentite negli ultimi giorni. Ha sottolineato la sua intenzione di affrontare anche questa “partita” a testa alta, armato di serenità e della convinzione che molte delle parole circolate siano state dette “in libertà” e non corrispondano a una giusta valutazione dei fatti.

“È un momento complicato, ingiustamente complicato, sorprendentemente complicato”, ha dichiarato, aggiungendo che queste difficoltà sono spesso il prezzo da pagare per chi decide di esporsi in prima persona. Ha poi ricordato che, nonostante le polemiche, la sua elezione è un dato di fatto che testimonia un ampio consenso, e “questo vuol dire tanto”.

Interrogato sulla sua fiducia per il futuro, ha risposto di essere ottimista per natura e che non si sarebbe mai avventurato in questa nuova sfida se non lo fosse stato. Pur ammettendo di non aspettarsi una situazione così tesa, ha inquadrato le difficoltà come parte inevitabile del percorso, ribadendo la volontà di guardare avanti con determinazione.

Il discorso si è poi spostato sulla Nazionale e sul commissario tecnico Roberto Mancini. Il presidente ha raccontato di averlo visto carico di “una bellissima energia” e di grande entusiasmo. Ha menzionato con favore l’interfacciamento in corso con figure di esperienza come Claudio Ranieri e Gianfranco Zola, vedendo in questa sinergia tutti gli elementi necessari per fare bene.

Tuttavia, ha concluso con una nota di pragmatismo, ricordando che il parco giocatori a disposizione non è “clamorosamente cambiato” rispetto ai mesi precedenti il suo insediamento. La vera sfida, dunque, sarà quella di lavorare intensamente sullo spirito di gruppo, sull’entusiasmo e sulla mentalità, un cambiamento che dovrà coinvolgere non solo i calciatori in campo, ma anche l’intera struttura dirigenziale.

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