Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rotto il silenzio riguardo all’inchiesta per presunto aggiotaggio e manipolazione del mercato legata alle azioni del club. In un’intervista concessa al Corriere della Sera, il patron ha parlato di tre anni difficili, segnati da continue pressioni e minacce.
Nell’ambito delle indagini sono emersi i nomi del giornalista Luigi Bisignani e di figure di spicco del mondo bancario come l’ex direttore generale della Rai Mauro Masi. Il presidente biancoceleste ha precisato di non aver mai fatto nomi specifici agli inquirenti, avendo presentato denunce contro ignoti. Ha aggiunto che le persone menzionate sono emerse autonomamente dalle indagini e sono libere di adire le vie legali se lo riterranno opportuno.
Il patron ha poi approfondito il tema delle intimidazioni subite, descrivendole come una costante. “È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana”, ha spiegato, sottolineando come la sua scorta sia testimone delle numerose chiamate minatorie ricevute in questi tre anni di sofferenze vissute in silenzio.
Con orgoglio, ha ricordato di aver rinunciato all’immunità parlamentare per consentire l’acquisizione dei suoi tabulati telefonici da parte della Procura di Roma. Ha inoltre evidenziato il suo primato come presidente più longevo nella storia della società, un ruolo che non ha alcuna intenzione di abbandonare.
Per rafforzare la sua posizione, ha raccontato un aneddoto recente. Ha definito le parole di Sergio Cragnotti, ex presidente del secondo Scudetto, come “la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente”. Durante la partita contro il Milan, Cragnotti gli ha fatto i complimenti per la squadra.
Infine, il presidente ha rivolto un pensiero ai tifosi, facendo un mea culpa. “Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato”, ha ammesso, senza entrare nei dettagli. Ha riconosciuto che alcune sue dichiarazioni passate, come la lettera aperta inviata a giugno, potrebbero essere state interpretate in modo diverso dal suo intento.
Nonostante le difficoltà e gli errori, ha assicurato che il suo impegno non si fermerà. “Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio”, ha concluso, ribadendo la sua totale dedizione alla causa biancoceleste.










