Ufi, l’azienda italiana che fornisce tutte le scuderie F1

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Cronache sport formula1
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I filtri sono componenti che operano nell’ombra pur essendo indispensabili per la salute di un motore, sia esso destinato all’uso quotidiano o a competere in un Gran Premio di Formula 1. In questo settore si è affermata un’azienda italiana, Ufi Filters, leader globale che fornisce il 95% dei costruttori automobilistici mondiali.

Con sede direzionale a Nogarole Rocca, in provincia di Verona, e un polo di eccellenza per il motorsport a Marcaria, nel mantovano, Ufi ha raggiunto un traguardo notevole: per la stagione 2026, fornirà tutte e 11 le scuderie presenti sulla griglia di partenza della Formula 1.

La storia di Ufi è iniziata nel 1971. Pochi anni dopo la fondazione, l’azienda ha rivoluzionato il mercato con l’introduzione del primo filtro a pannello pieghettato, una soluzione che le ha garantito per anni la leadership come fornitore di riferimento per Fiat. La svolta manageriale è arrivata negli anni Ottanta con Giorgio Girondi, che a soli 25 anni ha acquisito la società tramite un’operazione di leveraged buyout.

Questa mentalità visionaria ha guidato scelte strategiche audaci, come l’espansione in Cina nel 1982. Mentre altri marchi esitavano, Ufi ha accettato di supportare la produzione della Volkswagen Santana, aprendo uno stabilimento a Bengbu in un contesto allora privo di infrastrutture moderne. Una scommessa che nel tempo ha dato i suoi frutti, portando all’apertura di sette stabilimenti e a solide collaborazioni con il governo cinese.

Il motorsport è sempre stato il banco di prova per la tecnologia Ufi. L’ingresso in Formula 1 è avvenuto alla fine degli anni Settanta, quando i tecnici della Ferrari, incontrati quasi per caso, chiesero supporto per risolvere problemi di tenuta sui motori a 12 cilindri. I test, condotti da Niki Lauda sulla Ferrari 312 T2, hanno aperto la strada a successi storici.

Uno dei più celebri è la vittoria di Gilles Villeneuve in Canada nel 1978. La sua monoposto montava un filtro olio Ufi da soli 1,8 kg, un componente leggerissimo per l’epoca. La pista continua a essere un laboratorio per lo sviluppo di soluzioni destinate alle auto di serie, in un processo di trasferimento tecnologico bidirezionale, come dimostra il filtro H2O nato per separare l’acqua dal gasolio nei motori Common Rail.

Lo sguardo di Ufi è ora proiettato verso le sfide della mobilità sostenibile. L’azienda sta sviluppando filtri per e-fuel, sistemi di gestione termica per le batterie dei veicoli elettrici e ibridi e, con la divisione Ufi Hydrogen, si dedica alla produzione di idrogeno verde. Con 23 stabilimenti nel mondo e centri di ricerca in Italia, Cina e India, Ufi dimostra come la leadership si costruisca attraverso l’innovazione costante e la capacità di perfezionare anche i componenti meno visibili.

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