La Juventus ha trovato una nuova arma tattica: i calci piazzati. Nelle prime giornate di campionato, la squadra ha dimostrato una notevole efficacia sulle palle inattive, un’evoluzione frutto di un lavoro specifico iniziato nella scorsa stagione e ora portato a un livello superiore.
I numeri confermano questa tendenza in modo netto. Su 8 reti segnate finora dai bianconeri, 3 sono arrivate da situazioni di palla ferma. Questa cifra rappresenta il 37,5% del totale, un’incidenza che riflette anche il potenziale espresso, dato che il 40% dei gol attesi (xG) della squadra proviene proprio da queste circostanze. L’impatto è stato tale che alcuni avversari hanno già adottato contromisure estreme, come il Sassuolo, che in un recente incontro ha mantenuto quattro uomini sulla linea di metà campo durante i corner a sfavore per limitare le sortite offensive dei difensori juventini.
Il segreto di questa trasformazione ha un nome e un cognome: Giovanni Martusciello. Storico collaboratore di Luciano Spalletti ed ex vice di Maurizio Sarri proprio alla Juventus, Martusciello ha assunto il compito di studiare e preparare gli schemi su palla inattiva. La conferma del suo ruolo cruciale è arrivata dopo il gol del raddoppio di Bremer contro l’Atalanta, quando tutta la panchina e i membri dello staff si sono rivolti a lui per festeggiare, riconoscendone i meriti.
Il lavoro non si limita ai calci d’angolo, da cui sono nati i due gol del difensore brasiliano in questo campionato, ma si estende a tutte le situazioni da fermo. Ne è un esempio il gol del pareggio di Gatti contro il Milan, scaturito dagli sviluppi di un calcio di punizione. L’apice di questa ricerca tattica si è visto nella scorsa stagione a Lecce, con una rete di Vlahovic segnata dopo appena 12 secondi, direttamente dalla battuta del calcio d’inizio.
Questa specializzazione colloca la Juventus al vertice tra le grandi della Serie A per sfruttamento delle palle inattive. L’incidenza del 37,5% è la più alta, superando nettamente quella di Napoli (29%), Inter (27%) e Roma (7%), mentre il Milan non ha ancora segnato da palla ferma. In un calcio dove si stima che circa il 30% dei gol nasca da queste situazioni, come dimostrano gli specialisti affermati da Gianni Vio con la Nazionale a Euro 2021 a Maurizio Sarri con i suoi “33 schemi”, aver trovato un’efficacia simile è un vantaggio strategico.
La rosa bianconera, del resto, offre interpreti ideali. Da un lato, specialisti nella battuta come Douglas Luiz e Koopmeiners; dall’altro, saltatori temibili come lo stesso Bremer, Nico Gonzalez e McKennie. In un momento in cui gli attaccanti possono attraversare periodi di siccità, la Juventus ha riscoperto una fonte di gol alternativa e fondamentale.






