Spari nella notte a Via Ferraris: un proiettile contro il portone di un’azienda. È l’ombra del racket

119
Pubblicato il

NAPOLI – Un singolo colpo di pistola esploso nel cuore della notte, un foro di proiettile netto sul portone di un’azienda e un bossolo calibro 9×21 lasciato sull’asfalto come una firma. Si è risvegliata così, sotto un cielo ancora buio e carico di tensione, la zona industriale di via Galileo Ferraris, teatro dell’ennesimo atto intimidatorio che fa ripiombare sulla città l’ombra cupa del racket e della criminalità organizzata.

L’allarme è scattato poco prima dell’alba di oggi, 22 settembre 2026. A comporre il numero unico di emergenza 112 è stato il titolare stesso dell’impresa, un uomo la cui identità è mantenuta sotto il più stretto riserbo per ragioni di sicurezza. Giunto in sede per iniziare una nuova giornata di lavoro, si è trovato di fronte a una scena inequivocabile: un foro, piccolo ma eloquente, che deturpava il massiccio portone d’ingresso della sua ditta. Un segno che non lasciava spazio a interpretazioni.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della compagnia locale, che hanno transennato l’area per consentire i rilievi del caso. La scena del crimine, illuminata dalle luci blu dei lampeggianti, parlava da sola. Non un tentativo di furto, non una rapina finita male, ma un messaggio preciso, un avvertimento in piena regola. A pochi metri dall’ingresso, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro un bossolo calibro 9×21, espulso da una pistola semiautomatica, l’arma prediletta per questo genere di “messaggi” trasversali.

Le indagini, coordinate dalla Procura, sono scattate immediatamente e si muovono a 360 gradi, sebbene la pista principale appaia fin da subito quella della matrice camorristica. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Chi ha sparato ha agito con ogni probabilità a bordo di uno scooter, rallentando per il tempo necessario a puntare e fare fuoco, per poi dileguarsi rapidamente nel dedalo di strade della zona industriale, approfittando del silenzio e dell’assenza di testimoni.

Il titolare dell’azienda è stato ascoltato a lungo in caserma. Gli investigatori cercano di capire se avesse ricevuto minacce, richieste estorsive o se vi siano stati recenti dissidi di natura commerciale o personale che possano aver innescato una simile, violenta reazione. Parallelamente, è già in corso l’acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sia private che pubbliche, presenti nell’area. Ogni fotogramma potrebbe rivelarsi fondamentale per identificare il mezzo usato dagli attentatori o, con un po’ di fortuna, un dettaglio utile a risalire alla loro identità.

Il proiettile e il bossolo saranno ora inviati al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per le analisi balistiche, con la speranza di poter collegare l’arma utilizzata ad altri episodi criminali avvenuti in città o in provincia. L’episodio ha destato profonda preoccupazione tra gli imprenditori della zona, che vedono in quel singolo foro sul portone un attacco all’intero tessuto produttivo locale, un segnale che la pressione della criminalità non accenna a diminuire. Per ora, sulla vicenda vige il massimo riserbo, ma la sensazione è che quel colpo esploso nella notte non sia un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova, complessa indagine.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome