CASERTA – Gli allevatori bufalini tornano alla carica e chiedono alla Regione di aprire un tavolo di crisi sul settore. Domani alle 15 la Consulta bufalina di Altragricoltura, parte della Confederazione allevatori e pastori della Confederazione sindacale per la sovranità alimentare, si terrà una conferenza stampa di presentazione della piattaforma rivendicativa alla base della nuova fase di mobilitazione degli allevatori bufalini. La piattaforma e l’agenda (con al primo punto la richiesta alla Regione di “aprire un tavolo di crisi per confrontare e coordinare la gravissima crisi degli allevatori bufalini del Casertano e del Salernitano”) sarà discussa nell’assemblea aperta convocata dalla
Consulta per giovedì sera nella sala della Nco di Casal di Principe, nel luogo simbolico della mobilitazione che per tre anni hanno condotto gli allevatori e i loro alleati per ottenere misure straordinarie “di fronte agli irresponsabili e colpevoli massacri delle aziende e degli animali attuati dal Ministero e dalla Regione”.
Gli allevatori ripartono con una piattaforma in 5 punti e la richiesta alla Regione di un incontro per aprire un tavolo di crisi e far fronte alle nuove emergenze. “A novembre scorso spiega il rappresentante degli allevatori Adriano Noviello – abbiamo ottenuto dal governo Meloni la riqualificazione del documento del 2014 sulla tracciabilità bufalina. Mentre in precedenza venivano seguiti due percorsi, uno per la mozzarella dop e uno per quella non dop prodotta da azienda situate al di fuori dell’area prevista, adesso abbiamo un’unica tracciabilità per garantire consumatori e trasformatori”.
Tuttavia, osserva il rappresentante di categoria, i controlli previsti dal nuovo sistema stentano ancora a decollare: “Noi per primi diciamo che gli allevatori non vengono controllati oltre quanto stabiliva la vecchia legge. Insomma, non vediamo l’effetto delle nuove regole di tracciabilità”. Altro argomento importante è lo stato di crisi del comparto zootecnico: “Non ce la facciamo a far quadrare i conti dopo
l’aumento dei prezzi del carburante. Un litro di gasolio agricolo costa ormai più di un litro di latte: 1,55 euro più iva contro 1,54, Le
aziende producono in perdita e anche i caseifici devono affrontare i rincari degli imballaggi, derivanti dai costi aumentati dei sottoprodotti del petrolio. Per questo serve lo stato di crisi, del resto sono in difficoltà anche i caseifici del nord”. Va poi affrontata una riforma dell’etichettatura della mozzarella per dare “ulteriori garanzie ai consumatori. Serve maggiore trasparenza: va identificato il tipo di latte, l’azienda che lo produce, ingredienti e percentuale di latte usato”.
Non è poi chiusa, an- che se ridimensionata, la questione degli abbattimenti dei capi po- sitivi alla brucella: “Altragricoltura rivendica il ruolo del commissario, ma presenta anche un progetto di riforma per l’eradicazione. Attualmente abbiamo un’incidenza di brucellosi sotto l’1%. Negli anni scorsi sono state adottate misure straordinarie per fare fronte alla diffusione della brucellosi e i principi dell’autocontrollo
e delle vaccinazioni devono restare, ma ci sono i presupposti per eliminare alcune norme come i vincoli di compravendita”.














