Aeroporto di Capodichino chiuso per 30 giorni, i B&b si svuotano: “Colpo duro”

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Aeroporto di Capodichino
Aeroporto di Capodichino
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NAPOLI – Poche prenotazioni, camere vuote e il timore che un mese senza aeroporto possa lasciare conseguenze anche dopo la riapertura. La chiusura di Capodichino, destinata a proseguire per tutto novembre per il rifacimento della pista, comincia a pesare sul turismo cittadino. A lanciare l’allarme è Agostino Ingenito, presidente dell’associazione Bed & Breakfast ed Affittacamere della Campania, che raccoglie le preoccupazioni degli operatori dell’ospitalità extralberghiera e contesta la gestione delle misure predisposte per limitare le ricadute dello stop. “Per noi la situazione è grigia come il tempo che vedi fuori dalla finestra”, afferma parlando alla Dire. Un’immagine che restituisce il clima tra i gestori, alle prese con una domanda che, secondo le indicazioni raccolte dall’associazione, si è fortemente ridotta.

“Ad oggi, consultando i nostri operatori, sono davvero pochi quelli che hanno qualche prenotazione a novembre: il calo c’è ed è molto forte”, sottolinea Ingenito. Non viene indicata una percentuale complessiva della flessione, ma il confronto con lo scorso anno aiuta a comprendere le aspettative del settore: nel novembre precedente, ricorda il presidente di Abbac, l’occupazione delle camere aveva raggiunto quasi il 60%, favorita anche da condizioni meteorologiche particolarmente buone e da un andamento turistico sostenuto. Ora il quadro appare diverso. Ingenito riconosce il peso della congiuntura internazionale, ma ritiene che sulle difficoltà delle strutture incida anche la riduzione dei collegamenti aerei e che si potesse intervenire prima e con maggiore decisione. “Noi stiamo subendo un sacrificio che poteva essere mitigato se ci fossero state azioni più forti, più incisive”, sostiene.

La necessità dei lavori sulla pista non viene messa in discussione: per Abbac si tratta di un intervento non rinviabile. La critica riguarda piuttosto la preparazione del mese di chiusura, dalle informazioni sui voli trasferiti alle alternative per raggiungere Napoli. Il presidente dell’associazione riferisce di aver chiesto già mesi fa a Gesac di chiarire quanti e quali collegamenti sarebbero stati spostati all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento. “Solo all’ultimo abbiamo avuto invece conferma che i voli da e per la Campania si sono molto ridimensionati su Salerno con sole quindici destinazioni”, osserva. Per chi gestisce una struttura ricettiva, conoscere in anticipo l’offerta dei collegamenti significa poter dare indicazioni agli ospiti e organizzare la propria proposta.

La disponibilità di uno scalo alternativo, nella lettura di Ingenito, non è sufficiente se il numero delle destinazioni e l’organizzazione dei trasferimenti non riescono a compensare la sospensione dell’attività di Capodichino. Anche sui collegamenti su gomma il giudizio è critico. Il presidente di Abbac sostiene che le navette tra l’aeroporto salernitano e piazza Garibaldi siano state annunciate troppo a ridosso dello stop: “L’amministrazione regionale, solo dietro una mia forte sollecitazione, ha annunciato a pochi giorni dalla chiusura l’inserimento delle navette, quelle otto corse di Busitalia dal Costa d’Amalfi a piazza Garibaldi a Napoli”. Un servizio utile, ma inserito, secondo l’associazione, in un quadro segnato da ritardi organizzativi e informativi. “Resta un problema per i cittadini campani, soprattutto delle aree interne: stiamo subendo un isolamento rispetto alle altre regioni”.

Abbac sollecita Regione e Gesac a lavorare sul rilancio dei collegamenti e sulla comunicazione, soprattutto in vista delle festività natalizie e della prossima stagione turistica. “Una chiusura di un aeroporto per così tanto tempo può determinare delle inversioni di tendenza. Se un viaggiatore che utilizza una compagnia low cost a un certo punto non ritrova più una destinazione che si trovava nella lista può essere portato a scegliere altre destinazioni”, conclude.

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