CASERTA – Una pistola infilata nella cinta dei pantaloni, dosi di cocaina pronte per lo spaccio e quasi duemila euro in banconote false. È il bilancio di un’articolata operazione condotta nella serata di ieri, 21 settembre, dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta, che ha portato all’arresto di tre giovani e alla denuncia di un minorenne, tutti di nazionalità albanese. Un’indagine lampo, innescata dalla segnalazione di un cittadino, che ha svelato una rete criminale attiva nel cuore del capoluogo.
Tutto ha inizio da una chiamata al numero di emergenza 112. Un passante segnala la presenza, in piazza Duomo, di un uomo che lascia intravedere il calcio di una piccola pistola spuntare dai vestiti. Immediatamente, una pattuglia del Radiomobile si precipita sul posto, ma dell’uomo armato non c’è più alcuna traccia. L’allarme, però, non rientra. I militari, anziché desistere, decidono di battere a tappeto le vie limitrofe, convinti che il soggetto non possa essersi allontanato troppo. L’intuizione si rivela corretta: poco dopo, all’incrocio tra via Vico e via Roma, notano due giovani, uno dei quali corrisponde perfettamente alla descrizione fornita.
Fermati e identificati, si tratta di un 20enne e di un 17enne, entrambi albanesi. La perquisizione personale dà esito negativo: la pistola non c’è. A insospettire i Carabinieri, però, è un mazzo di chiavi con un portachiavi numerato. Alla richiesta di dove alloggiassero, i due tentano un goffo depistaggio, indicando una stanza in un bed and breakfast di Santa Maria Capua Vetere. Una rapida verifica smentisce la loro versione: quelle chiavi non aprono quella porta. I giovani indicano allora un’altra camera, ma anche stavolta il riscontro è negativo.
A questo punto, i militari decidono di andare a fondo e controllano chi si trovi effettivamente nella seconda stanza indicata. Ad aprire la porta è un 18enne, connazionale dei primi due, tradito da un palese stato di nervosismo. Scatta la perquisizione della camera, che si trasforma in una piccola centrale dello spaccio: vengono rinvenuti cinque involucri con circa 3 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi. In un cassetto, anche 225 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Il puzzle investigativo, però, non è ancora completo. Gli accertamenti successivi permettono di scoprire che i primi due fermati (nel frattempo identificati compiutamente come un 19enne e il 17enne) non alloggiano affatto a Santa Maria Capua Vetere, ma in un’altra struttura ricettiva, questa volta a Caserta, in via Verdi. È qui, nella strada che collega la stazione a piazza Sant’Anna, che l’operazione arriva al suo culmine. Durante la perquisizione della loro stanza, i Carabinieri trovano finalmente l’arma segnalata: una pistola Beretta calibro 6,35, con caricatore inserito ma priva di munizioni, risultata di provenienza illecita. Ma non è tutto. Saltano fuori altri 3 grammi di cocaina, un secondo bilancino e, soprattutto, un’ingente somma di denaro: 1.970 euro in banconote di vario taglio, palesemente contraffatte, oltre a circa 500 euro in contanti “buoni”, tre cellulari e altri effetti personali.
Proprio mentre le operazioni sono in corso, la scena si arricchisce di un colpo di scena. Un altro giovane, un 19enne albanese, arriva nei pressi della struttura. Alla vista dei militari impegnati nella perquisizione, tenta una fuga disperata a piedi. Un tentativo vano: viene rincorso, bloccato e identificato. I documenti e gli oggetti personali trovati nella stanza perquisita lo riconducono inequivocabilmente a quell’alloggio.
Al termine del blitz, i tre maggiorenni sono stati tratti in arresto. Il 19enne e il 20enne sono ritenuti gravemente indiziati di detenzione di arma comune da sparo, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di banconote false. Il 18enne, trovato nella prima stanza, risponderà di detenzione ai fini di spaccio. Per il 17enne è scattata invece una denuncia in stato di libertà per gli stessi reati contestati ai complici maggiorenni. L’arma, la droga e il denaro sono stati posti sotto sequestro e saranno oggetto di ulteriori accertamenti tecnici. Le posizioni degli indagati sono ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.






