E’ ricoverato in coma e lotta tra la vita e la morte Mario Spedaliere, 34 anni, tifoso del Portici, rimasto gravemente ferito al termine della partita Puteolana-Portici, valida per il campionato di Eccellenza, disputatasi domenica allo stadio ‘Conte’. Il giovane è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dopo essere stato colpito alla testa con una mazza da baseball durante gli scontri tra le due tifoserie.
Carabinieri e polizia di Stato stanno ricostruendo la dinamica dell’aggressione attraverso le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte. Nella notte sono state denunciate otto persone, tra cui diversi minorenni, con l’accusa di rissa. Secondo le prime ricostruzioni, agli scontri avrebbero partecipato circa 40 ultras.
La violenza sarebbe culminata in via Montenuovo Licola Patria, dove tre o quattro auto con a bordo tifosi del Portici sarebbero state bloccate da un gruppo di persone con il volto coperto. Tra bottiglie e bastoni lanciati contro le vetture, Spedaliere sarebbe stato colpito alla testa. Gli investigatori sono ora al lavoro per individuare chi abbia materialmente sferrato il colpo e accertare le responsabilità individuali.
Intanto, davanti all’ospedale di Pozzuoli, familiari, amici e tifosi attendono notizie sulle condizioni del 34enne. Nelle ultime ore sono arrivati anche sostenitori della Turris, legata da un gemellaggio alla tifoseria del Portici. L’area è presidiata dalle forze dell’ordine.
A rivolgere un appello al presunto aggressore è stata la sorella di Mario, attraverso un video diffuso sui social: “Ti devi costituire”. E ancora: “Non si può morire per una partita di calcio. Non si può morire così. Non ci hanno dato nessuna speranza, non è giusto”. Spedaliere è padre di due figli e la moglie è in attesa di un altro bambino. La famiglia resta ora aggrappata alla speranza, mentre proseguono le indagini.








