Una telefonata per allontanare il marito dall’abitazione, poi una donna alla porta di casa con il compito, secondo l’accusa, di portare a termine il raggiro. È il copione della presunta truffa avvenuta il 24 settembre a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, dove i carabinieri hanno arrestato Giovanna D’Alterio, classe 1980, residente a Frattamaggiore e originaria di Giugliano, e Sergio Fogliamanzillo, 29 anni, di Castello di Cisterna.
Secondo la ricostruzione dei militari, un uomo avrebbe contattato telefonicamente una coppia fingendosi carabiniere. Il falso militare avrebbe convinto il marito di una 61enne a recarsi in caserma, utilizzando un pretesto che, secondo gli investigatori, sarebbe servito a lasciare la donna sola in casa.
Poco dopo, sempre secondo l’accusa, una donna si sarebbe presentata alla porta dell’abitazione sostenendo di essere stata incaricata dal sedicente carabiniere. La presunta complice sarebbe così riuscita a entrare e a farsi consegnare diversi monili in oro, per un valore complessivo di circa 5mila euro.
Il raggiro sarebbe stato scoperto poco dopo. Una volta rientrato e resosi conto di quanto accaduto, il marito della 61enne ha contattato immediatamente la Centrale operativa dei carabinieri. Le pattuglie sono state quindi coordinate nella ricerca dell’auto utilizzata dai presunti truffatori, con controlli lungo le principali vie di fuga.
I militari del Nucleo operativo e radiomobile hanno individuato una Fiat Panda nei pressi dello svincolo autostradale di Civitanova Marche. Il controllo del veicolo e la successiva perquisizione avrebbero consentito di recuperare la refurtiva. I gioielli sono stati quindi restituiti alla legittima proprietaria.
D’Alterio e Fogliamanzillo sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e accompagnati nelle camere di sicurezza della Stazione dei carabinieri di Porto Recanati, in attesa dell’udienza direttissima.
L’udienza e l’obbligo di firma
I due sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Macerata. Il giudice, accogliendo le argomentazioni degli avvocati Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord e Leonela Giugliano del Foro di Nola, ha disposto per entrambi l’obbligo di firma tre volte alla settimana, rimettendoli in libertà.
La posizione dei due resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.
D’Alterio è figlia di Vincenzo D’Alterio, alias ’o malato, indicato in passato dagli investigatori come esponente di vertice del clan Mallardo per la fascia costiera. Il riferimento alla sua storia familiare non costituisce, di per sé, un coinvolgimento della donna nelle attività criminali attribuite al padre.
Per entrambi gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.







