L’emergenza legata alla violenza giovanile nell’area metropolitana di Napoli ha ormai raggiunto livelli d’allarme rosso, trasformando le principali piazze e le strade della movida in scenari d’incessante guerriglia urbana. Ieri notte l’ennesima sequenza di sangue e paura, iniziata nel cuore del quartiere Decumani dove un giovane di 23 anni, residente proprio nel centro storico, è stato aggredito e accoltellato mentre percorreva via Duomo.
Il ragazzo è stato raggiunto da tre fendenti in rapida sequenza alle braccia e alle gambe, un’aggressione feroce che ha reso necessario il suo tempestivo trasporto d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini. Ascoltato dagli agenti nel nosocomio per ricostruire i dettagli dell’accaduto, la vittima ha riferito di essere stata assalita improvvisamente da un gruppo di sconosciuti a volto scoperto, fornendo tuttavia indicazioni assai generiche ed elusive per la composizione di un effettivo identikit dei responsabili. I dettagli e il movente dell’assalto restano da ricostruire.
Le indagini della polizia
Gli investigatori del commissariato Montecalvario, che hanno subito avviato le indagini analizzando minuziosamente i filmati estrapolati dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati della zona, tendono a escludere l’ipotesi della rapina finita male, concentrando invece le attenzioni su un violento diverbio esploso poco prima per futili motivi. Potrebbe essere una rappresaglia dopo la lite in strada. Saranno i filmati delle telecamere a dire come siano andate le cose.
Intanto il ventitreenne è stato dimesso dai sanitari con una prognosi di quattordici giorni. Le ferite non sono profonde, hanno spiegato i medici poco più tardi. Non si tratta purtroppo di un episodio isolato, poiché quasi contemporaneamente la spirale di aggressioni si è spostata nella periferia orientale di Ponticelli, dove i poliziotti del locale commissariato sono dovuti intervenire poco prima della mezzanotte presso l’ospedale del Mare. In questo secondo caso a farne le spese è stato un ragazzo di soli sedici anni, soccorso dai medici dopo essere stato ferito con un’arma da taglio al braccio destro al culmine di una furibonda lite scoppiata nei pressi di un bar in via Dante Alighieri.
Gli accertamenti
Secondo una prima e sommaria ricostruzione, il minore sarebbe stato colpito da un suo coetaneo al termine di una banale discussione di strada, rimediando una ferita giudicata guaribile in dieci giorni mentre le forze dell’ordine eseguivano i rilievi sul luogo dell’aggressione a caccia di tracce utili all’identificazione del responsabile.
Questa drammatica sequenza di eventi riaccende con prepotenza i riflettori su un fenomeno sociale sempre più incontrollabile e privo di freni inibitori tra i giovanissimi. Con il susseguirsi di questi ultimi casi e di un’escalation di violenza che sembra non conoscere soste, ogni fine settimana Napoli diventa un bollettino da guerra tra risse e accoltellamenti. Le istituzioni e i cittadini chiedono a gran voce una presenza capillare e stringente delle forze dell’ordine nei punti caldi della città, affinché si possano prevenire questi episodi di violenza. I residenti del centro e delle periferie vivono ormai nell’ansia costante di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato durante le ore del weekend. Senza interventi strutturali sul piano educativo e controlli ferrei sul possesso di armi da taglio tra i minori, il rischio è che il bilancio delle vittime continui inesorabilmente a salire. La risposta dello Stato deve essere immediata ed efficace prima che questa deriva di microcriminalità giovanile cancelli la percezione di sicurezza sul territorio.








