Portogallo, Cristiano Ronaldo in panchina scatena il caso

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Cronache Mercato
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La nazionale portoghese ha ottenuto due vittorie in altrettante partite sotto la guida del nuovo commissario tecnico Jorge Jesus, ma l’attenzione mediatica si è concentrata sulla reazione di Cristiano Ronaldo. Durante il successo contro la Norvegia, l’attaccante non è sceso in campo neanche per un minuto, una decisione che ha palesemente mal digerito.

Al triplice fischio, invece di unirsi ai compagni per i festeggiamenti e il saluto ai tifosi, il fuoriclasse ha lasciato il campo dirigendosi immediatamente verso gli spogliatoi. Un gesto che non è passato inosservato e ha alimentato un acceso dibattito.

Questa esclusione rappresenta un evento più unico che raro nella sua carriera con la maglia della nazionale. Su oltre 230 presenze, si è trattato solo dell’ottava volta in cui ha iniziato una gara ufficiale dalla panchina. Per trovare una partita ufficiale in cui è rimasto seduto per tutti i novanta minuti, bisogna tornare addirittura al 2008, durante la fase a gironi degli Europei contro la Svizzera.

Un precedente più recente in amichevole risale a un incontro con la Croazia, ma in contesti ufficiali la sua presenza è sempre stata una costante. La panchina contro la Norvegia ha quindi interrotto una consuetudine lunghissima per il cinque volte Pallone d’Oro.

Nonostante l’importante vittoria, le domande dei giornalisti nel post-partita si sono concentrate quasi esclusivamente sulla gestione del giocatore e sulla sua plateale insofferenza. Per tutta la durata del match, le telecamere lo hanno inquadrato costantemente, catturando smorfie e gesti di impazienza che tradivano il suo stato d’animo.

La sua fuga negli spogliatoi al termine della gara è stata solo l’atto finale di un nervosismo evidente, mostrato per tutti i 90 minuti trascorsi ai margini del campo.

Interrogato sull’argomento, il CT Jorge Jesus ha spiegato le sue ragioni, difendendo la scelta pur senza risparmiare una velata critica. “Avevo pensato di far entrare Cristiano per circa mezz’ora, ma l’andamento della partita mi ha portato a fare altre valutazioni. Ho capito che non era il momento giusto per il suo ingresso”, ha dichiarato l’allenatore.

Ha poi aggiunto: “La decisione non è dipesa da motivazioni fisiche, era pronto per giocare. Ho ritenuto che in quella fase servisse un giocatore con caratteristiche diverse. Questo non significa che sia fuori dalle opzioni, al contrario. Nella prossima partita in Danimarca potrebbe toccare a lui. Ne parlerò direttamente con il giocatore”.

Questa gestione non rappresenta un fulmine a ciel sereno. Già nella precedente partita vinta contro il Galles, Jesus aveva sostituito il suo capitano. In quell’occasione, aveva giustificato il cambio affermando: “Avevo bisogno di qualcuno che potesse pressare con efficacia i due difensori centrali avversari. Cristiano non lo stava più facendo e in quel momento non poteva dare di più sotto quell’aspetto”. Le recenti decisioni sembrano quindi seguire una linea tattica ben precisa.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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