CASTELLAMMARE DI STABIA – Una scena da film dell’orrore, consumatasi nel tardo pomeriggio di ieri, 28 settembre 2026, tra le strade trafficate della città. Un’auto abbandonata in mezzo alla carreggiata, una donna che fugge con il volto trasformato in una maschera di sangue, e un uomo che la insegue con la furia negli occhi. Un incubo a occhi aperti interrotto dal coraggio e dalla prontezza di un carabiniere che, sebbene libero dal servizio, non ha esitato un istante a intervenire, strappando la vittima da una violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche.
Teatro della drammatica sequenza è stata via Pozzillo. Erano da poco passate le 19 quando un militare della Sezione Radiomobile della locale Compagnia, mentre si trovava a passare per la zona per motivi personali, ha notato una scena che ha immediatamente catturato la sua attenzione. Una Fiat Panda si era fermata bruscamente in mezzo alla strada, con la portiera del conducente spalancata. Da essa è scesa una donna, una 46enne del posto, che ha iniziato a correre in preda al panico, con il viso e gli abiti macchiati di sangue. Alle sue spalle, un uomo la inseguiva a grandi falcate, urlando e gesticolando.
La vittima, cercando disperatamente una via di fuga, si è rifugiata all’interno di un esercizio commerciale, sperando di trovare salvezza tra le mura del locale. Ma la furia del suo aggressore non si è placata. L’uomo, identificato poi come un 40enne disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, l’ha seguita all’interno, determinato a continuare il brutale pestaggio.
È in quel preciso istante che l’istinto e il senso del dovere del carabiniere hanno avuto la meglio. Comprendendo la gravità estrema della situazione, il militare è entrato a sua volta nel negozio. La scena che si è trovato di fronte era agghiacciante: l’uomo aveva raggiunto la compagna e stava alzando nuovamente le mani su di lei, pronto a colpirla ancora. Con un gesto fulmineo e deciso, il carabiniere si è frapposto tra i due, bloccando l’aggressore prima che potesse sferrare un altro colpo. Pochi, interminabili istanti dopo, allertata dallo stesso militare, è sopraggiunta una pattuglia dei colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile, che ha preso in consegna l’uomo, facendogli scattare le manette ai polsi.
La donna, sotto shock e sanguinante, è stata immediatamente soccorsa e trasportata all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. I medici del pronto soccorso le hanno riscontrato la frattura delle ossa nasali e diverse ecchimosi al labbro superiore. Le lesioni sono state giudicate guaribili in 30 giorni, un mese per far rimarginare le ferite fisiche di un’aggressione che lascerà cicatrici ben più profonde.
L’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate, è stato trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale, a Napoli, in attesa dell’udienza di convalida del suo arresto. Un altro drammatico episodio di violenza domestica che, solo grazie allo sguardo attento e all’intervento provvidenziale di un servitore dello Stato, non si è trasformato nell’ennesimo, irreparabile, femminicidio.













