Kian Fitz-Jim si è affermato come uno dei punti fermi del Torino in questo avvio di stagione. Il centrocampista olandese è stato una presenza costante, partendo titolare in tutte le prime cinque partite di campionato, a testimonianza della sua centralità nel progetto tecnico. La sua utilità è emersa grazie a una notevole polivalenza in campo.
I dati statistici ne hanno confermato l’impatto: con 11,74 chilometri percorsi in una singola partita, si è piazzato tra i migliori del campionato per distanza coperta. A questo si aggiunge un’ottima media di 1,4 dribbling riusciti a gara, che lo colloca tra i più efficaci della squadra in questo fondamentale. Cifre che, da sole, non bastano a spiegare la sua importanza tattica.
La sosta per gli impegni delle nazionali ha offerto allo staff tecnico l’opportunità di sperimentare nuove soluzioni. L’allenatore ha manifestato l’intenzione di esplorare un sistema con la difesa a quattro per garantire una maggiore spinta offensiva. Indipendentemente dal modulo adottato, sia esso il 3-5-2, il 3-4-2-1 o una variante a quattro dietro, Fitz-Jim ha sempre trovato una collocazione ideale a centrocampo, forte della sua formazione nelle giovanili dell’Ajax.
Lo stesso giocatore ha dichiarato: “L’allenatore ama giocare molto. Molte idee di gioco sono simili a quelle a cui ero abituato in Olanda, quindi penso di poter imparare e credo che le sue idee mi si addicano”. Questa flessibilità gli permette di interpretare più ruoli con efficacia.
Nel 3-5-2 si è assestato come mezzala sinistra, mentre in un 3-4-2-1 ha dimostrato di poter agire da mediano. Con la difesa a quattro, può essere impiegato sia come mezzala di spinta che come play basso. Ha già messo in mostra un bagaglio tecnico completo: è efficace sui calci di punizione, preciso nei cross e abile negli inserimenti.
Al di là dei moduli, la sua importanza si è manifestata in episodi chiave, molti dei quali avvenuti in fase di non possesso. Fitz-Jim ha palesato una spiccata capacità di leggere in anticipo lo sviluppo delle azioni avversarie, facendosi trovare pronto a chiudere e contrastare.
Un esempio emblematico è avvenuto durante la partita contro il Bologna. Su una palla persa in uscita, un avversario si è trovato al limite dell’area con la porta spalancata. In pochi istanti, Fitz-Jim ha letto il pericolo, ha percorso una diagonale difensiva e si è lanciato in scivolata, murando una conclusione a botta sicura e salvando un gol che appariva ormai certo.









