NOME E FOTO. Blitz a Forcella. Boss latitante dei Mazzarella stanato nell’armadio

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L'armadio dove era nascosto Giuseppe Del Prete
L'armadio dove era nascosto Giuseppe Del Prete
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NAPOLI – Blitz all’alba di ieri nel cuore del quartiere Forcella, dove i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella hanno arrestato il quarantottenne Giuseppe Del Prete, ritenuto dagli investigatori ai vertici del clan Mazzarella. Secondo il resoconto delle forze dell’ordine, era ricercato dallo scorso 3 marzo, si era reso irreperibile al momento dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nell’ambito di una complessa inchiesta che ipotizza i reati di associazione di tipo mafioso e traffico illecito di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Arma ieri mattina lo hanno rintracciato direttamente all’interno della sua abitazione nei vicoli di Forcella, dove l’uomo ha tentato di sfuggire alla cattura nascondendosi in un vano ricavato all’interno di un armadio grazie a un sistema a doppio fondo appositamente studiato per eludere i controlli. Ma i carabinieri sapevano che era nell’alloggio e hanno passato al setaccio ogni camera, fino a trovarlo. L’espediente non è bastato a ingannare gli investigatori, che, durante l’accurata perquisizione, lo hanno scovato e bloccato nell’armadio. Appena uscito dall’armadio, il 48enne ha stretto la mano ai due carabinieri, che lo avevano individuato e arrestato.

L’operazione rientra nel più ampio quadro di contrasto alle articolazioni del clan Mazzarella attive nel centro storico partenopeo, con particolare riferimento ai quartieri di Forcella, Maddalena, Tribunali, Mercato, San Gaetano e Case Nuove. L’ordinanza cautelare riguarda altri presunti appartenenti al cartello criminale Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella e, secondo la tesi accusatoria, Del Prete avrebbe ricoperto il ruolo di organizzatore e referente diretto dei vertici nella gestione del narcotraffico e delle estorsioni. Dopo le formalità di rito negli uffici dell’Arma, l’arrestato è stato trasferito in carcere a disposizione fermo restando che la misura è stata adottata nella fase delle indagini preliminari e l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

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