Ménez: «Montella mi cacciò dal Milan, colpa mia»

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Cronache sport calcio
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Jérémy Ménez è stato uno dei talenti più cristallini ma anche controversi del calcio recente. In una lunga intervista, l’ex giocatore di Roma e Milan ha ripercorso una carriera vissuta sull’istinto, ammettendo come il suo carattere ribelle ne abbia limitato il potenziale: “Avevo tutto per fare di più, ma vivevo d’istinto e odiavo le ingiustizie”.

La sua storia ha avuto inizio nelle banlieue di Parigi, un ambiente difficile che ha forgiato il suo temperamento. “Avevo un gruppo di amici in cui dovevi farti vedere, spiccare”, ha raccontato. Tra gli episodi di gioventù, ha confessato di aver rubato un motorino a un fattorino delle pizze, un gesto che descrive la sua attitudine di allora.

Il calcio è stato la sua via d’uscita, quando ragazzi più grandi notarono il suo talento e lo segnalarono al Sochaux, dove ha iniziato la sua carriera professionistica nel 2001. L’Italia lo ha conosciuto prima con la maglia della Roma, un’esperienza che ha definito positiva, e poi con quella del Milan, convinto da Adriano Galliani in persona.

La prima stagione in rossonero è stata straordinaria, con 16 gol e 4 assist, inclusa una prodezza che ha fatto il giro del mondo: il colpo di tacco in corsa contro il Parma. Il secondo anno al Milan è stato però segnato da difficoltà. Un grave infortunio alla schiena, recidiva di un problema avuto al PSG, lo ha costretto a un lungo stop: “Faticavo a camminare e fui costretto a operarmi. Una volta tornato, avevo ancora troppo dolore”.

Al suo rientro, il rapporto con l’allenatore Vincenzo Montella è precipitato. Ménez ha spiegato l’episodio che ha portato alla rottura definitiva: “In un’amichevole contro il Liverpool mi mise in panchina e all’allenamento successivo mi comportai da svogliato. Lui mi cacciò e io gli risposi in modo acceso”. La reazione del tecnico è stata immediata: “A fine allenamento chiamò Galliani e gli disse di mandarmi via. Ero una testa calda, è stata colpa mia”.

Nella sua carriera non sono mancate le grandi occasioni mancate. Ha rivelato di aver rifiutato due club prestigiosi. Nel 2004, dopo aver vinto l’Europeo Under 17, Alex Ferguson andò a Parigi per convincerlo a firmare con il Manchester United, ma Ménez non si sentiva pronto per un’esperienza all’estero. Anni dopo, nel 2011, ha detto “no” anche alla Juventus di Antonio Conte per realizzare il suo sogno di giocare nel PSG.

Oggi, a 39 anni, Ménez ha trovato un nuovo equilibrio. Lavora come opinionista per Dazn Francia, seguendo da vicino la Serie A, e ricopre il ruolo di ambasciatore per il Paris Saint-Germain. Guardando al calcio attuale, ha notato una generale mancanza di fantasia, un limite che, secondo lui, non riguarda solo l’Italia.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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