L’avanzata dei Raia a Scampia: il clan mira al controllo delle piazze di spaccio dello Chalet Bakù

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Patrizio Raia
Patrizio Raia
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NAPOLI – È tornata a salire la tensione a Scampia, dove si registra un nuovo fronte di fibrillazione negli equilibri della criminalità organizzata della zona. Al centro delle attenzioni ci sarebbe lo Chalet Bakù, area considerata strategica per il controllo delle piazze di spaccio. Secondo le informazioni che stanno emergendo, il gruppo dei Raia avrebbe manifestato l’intenzione di assumere il controllo delle attività illecite nella zona, aprendo un possibile confronto con altri esponenti dell’area degli Scissionisti. Si tratta di uno scenario che, se confermato, potrebbe modificare gli attuali assetti criminali e alimentare una nuova fase di contrapposizione.

A Scampia, infatti, il controllo del territorio e delle piazze di spaccio rappresenta da sempre uno dei principali terreni di scontro tra gruppi rivali. Gli equilibri possono cambiare rapidamente e ogni tentativo di espansione può tradursi in tensioni, pressioni e possibili reazioni da parte delle organizzazioni che già esercitano un’influenza sul territorio. L’attenzione degli investigatori sarebbe quindi rivolta anche ai movimenti dei diversi gruppi e agli eventuali segnali di una riorganizzazione. Il timore è che la competizione per il controllo delle piazze possa provocare una nuova escalation, soprattutto qualora le diverse componenti non riuscissero a trovare un punto di equilibrio.

Lo Chalet Bakù tornerebbe così a essere indicato come uno dei nodi della partita criminale. Il possibile interesse dei Raia per quell’area viene letto nel quadro più ampio delle dinamiche interne alla galassia degli Scissionisti, caratterizzata negli anni da alleanze, fratture e cambiamenti nei rapporti di forza. Al momento, gli elementi disponibili descrivono soprattutto una situazione di tensione e un possibile tentativo di espansione. Saranno eventuali accertamenti investigativi a stabilire se esista effettivamente un piano per sottrarre il controllo delle piazze agli attuali gruppi di riferimento e quali siano le dimensioni reali del confronto. Resta alta, intanto, l’attenzione sul quartiere.

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