Respinta l’invasione dei negozi di souvenir, la strada dei pastori del Presepe non si tocca

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San Gregorio Armeno e Vincenzo Capuano
San Gregorio Armeno e Vincenzo Capuano
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NAPOLI – A poco più di un mese dall’avvio della campagna natalizia, a San Gregorio Armeno il fronte della protesta contro il proliferare dei negozi di souvenir fa registrare un primo risultato. A tracciare un bilancio della mobilitazione è Vincenzo Capuano, presidente dell’associazione “Le Botteghe di San Gregorio Armeno”, che riunisce gli artigiani e gli operatori della celebre strada dei presepi napoletana. Al centro della battaglia c’è la volontà di tutelare l’identità di una via diventata nel tempo uno dei simboli della tradizione presepiale partenopea. Il messaggio dell’associazione resta netto: San Gregorio Armeno deve continuare a essere caratterizzata dalle botteghe artigiane e dalla produzione dei pastori, evitando una trasformazione commerciale che, secondo gli operatori, rischierebbe di alterarne la fisionomia.

“No ai negozi di souvenir in via San Gregorio Armeno. Abbiamo vinto. Abbiamo salvaguardato la tradizione nella celeberrima strada dei presepi. Chi voleva aprire il negozio di souvenir ha desistito. Chi ha questa intenzione vada altrove, ma lasci stare San Gregorio Armeno che è e sarà per sempre la strada dei Pastori”, afferma Capuano. Una posizione che arriva in una fase particolarmente delicata per la strada dei presepi, quando si avvicina il periodo dell’anno che tradizionalmente concentra il maggior numero di visitatori. La campagna natalizia rappresenta infatti il momento più importante per le botteghe di San Gregorio Armeno, con migliaia di persone che ogni anno si riversano nel cuore del centro storico per ammirare i pastori, le statuine e le caratteristiche rappresentazioni della tradizione napoletana.

Anche quest’anno l’obiettivo è arrivare all’appuntamento con una strada pronta ad accogliere il pubblico, ma con l’attenzione rivolta non soltanto all’organizzazione della fiera e alla gestione dei flussi di visitatori. “La fiera natalizia inizierà dopo i Morti”, spiega Capuano, indicando dunque l’avvio della stagione natalizia già nelle prossime settimane. Una fase nella quale gli artigiani si preparano a vivere il periodo di maggiore affluenza, ma anche a confrontarsi con le difficoltà legate alla gestione della viabilità e dell’accessibilità dell’area. Tra le richieste avanzate dall’associazione c’è anche quella relativa al senso unico alternato, una misura che incide sulla circolazione nella zona e sulla gestione degli spostamenti durante i periodi di maggiore affollamento. “Vorremmo togliere il senso unico alternato, ma è impossibile”, sottolinea il presidente delle Botteghe di San Gregorio Armeno. Una questione che resta quindi aperta e che si inserisce nel più ampio tema della gestione di una delle strade più conosciute e frequentate del centro storico di Napoli.

La tutela dell’identità della strada, però, non passa soltanto dalla battaglia contro i negozi di souvenir o dalle richieste legate alla viabilità. L’associazione punta anche a rafforzare il valore della produzione artigianale di San Gregorio Armeno attraverso un riconoscimento che possa contribuire a proteggerne l’unicità e la specificità. “Abbiamo fatto richiesta per ottenere il riconoscimento Igp”, annuncia Capuano. La richiesta rappresenta un ulteriore tassello della strategia con cui gli artigiani intendono valorizzare la tradizione dei pastori e legare sempre più strettamente il prodotto alla sua origine e alla storia della strada. Una prospettiva che guarda oltre la prossima campagna natalizia e che punta a dare continuità alla vocazione artigianale di San Gregorio Armeno.

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