MONDRAGONE – Un falso sito bancario, poi le telefonate di sedicenti addetti dell’antifrode e della polizia postale. Con il pretesto di proteggere il denaro, una donna di Cortina d’Ampezzo sarebbe stata indotta a effettuare una serie di bonifici. Per la presunta truffa, la Procura di Belluno ha disposto la citazione diretta a giudizio di Giovanni Pellegrino, di Mondragone, e Crescenzo Santoro, di Acerra. L’udienza predibattimentale è fissata a dicembre.
I fatti contestati risalgono al 14 e 15 dicembre 2023. Secondo l’accusa, la donna avrebbe ricevuto un link a una pagina che riproduceva quella del servizio bancario online. Dopo aver inserito le credenziali, insospettita, avrebbe bloccato il conto. A quel punto sarebbero arrivate altre telefonate. Prima un interlocutore presentatosi come funzionario dell’antifrode, che le avrebbe annunciato un pericolo per i suoi risparmi. Poi un falso ispettore della polizia postale, che avrebbe parlato di indagini da mantenere segrete. La donna avrebbe quindi riattivato il servizio bancario online ed eseguito le operazioni richieste.
Il decreto contesta un danno complessivo di 36.023 euro e indica, tra i trasferimenti, un bonifico da 9.980 euro su un conto intestato a Santoro e due da 4.990 euro ciascuno su un conto intestato a Pellegrino. I due, assistiti dai legali Edmondo Caterino ed Elisabetta Montano, sono accusati di truffa aggravata in concorso. Le responsabilità dovranno essere accertate in giudizio: sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.







