Alexandre Pato è tornato a parlare della sua carriera, ripercorrendo le tappe più significative della sua esperienza in Italia. Ospite al Festival di Trento, l’ex attaccante brasiliano, oggi uomo e padre, ha condiviso i ricordi del suo arrivo al Milan, un momento che ha segnato la sua vita e infiammato i tifosi rossoneri.
L’approdo in Serie A è avvenuto nel 2007, quando un Pato appena diciottenne ha varcato i cancelli di Milanello. “Giocare al Milan è stata un’esperienza incredibile”, ha raccontato. “Sono entrato in uno spogliatoio di fuoriclasse e per me, trovarmi al fianco di Ronaldo il Fenomeno, era la realizzazione di un sogno”.
Il tridente tutto brasiliano, completato da Kaká, ha scritto pagine importanti della storia del club. “Poi è arrivato anche Ronaldinho e in quel periodo a Milanello l’unica musica che si sentiva era il samba”, ha aggiunto l’attaccante, descrivendo un’atmosfera unica e irripetibile, carica di talento e allegria.
Guardando al presente, Pato ha offerto una riflessione sull’attuale dirigenza rossonera. “Il Milan ha cambiato proprietà e bisogna concedere il giusto tempo a Gerry Cardinale per lavorare”, ha affermato. Ha poi rivelato di averlo incontrato di recente, esprimendo fiducia: “Sono sicuro che raggiungerà i traguardi che si è posto”.
Un pensiero è stato rivolto anche a Carlo Ancelotti e alla sua parentesi sulla panchina della nazionale brasiliana. “È stato un po’ strano vederlo lì. Carlo è arrivato poco tempo prima del Mondiale e le cose non sono andate come speravamo”.
Secondo Pato, le aspettative sul Brasile sono sempre altissime, ma in quell’occasione, anche a causa dei numerosi infortuni, la squadra non avrebbe potuto fare di più.
Infine, l’ex rossonero ha commentato alcuni giocatori dell’attuale panorama calcistico. Riguardo a Rafael Leão, ha espresso un certo rammarico: “Mi è sempre piaciuto come calciatore, dispiace che al Milan non sia riuscito finora a esprimere completamente il suo enorme potenziale”.
Su Gonçalo Ramos, ha fornito un’analisi tecnica: “È un buon giocatore, ma come tutti gli attaccanti ha bisogno di essere supportato dalla squadra per rendere al meglio e trovare la via del gol con continuità”.







