Paulo Dybala sta vivendo una seconda vita calcistica. A quasi 33 anni, l’attaccante argentino ha mostrato una continuità di rendimento e una condizione fisica che non si vedevano da tempo, alimentando le ambizioni della Roma.
Il tecnico Gian Piero Gasperini ha fatto dell’argentino un punto fermo della sua squadra. “Se Dybala sta bene, lui gioca sempre”, ha dichiarato l’allenatore, smentendo le voci su una presunta fragilità muscolare. Secondo Gasperini, il giocatore ha fibre muscolari molto forti e ha completato una preparazione estiva di altissimo livello.
I numeri confermano la fiducia del tecnico. Nelle prime sei uscite stagionali tra campionato e coppe, Dybala ha accumulato 497 minuti, con una media di quasi 83 minuti a partita. Solo due compagni di movimento hanno giocato più di lui. Per trovare un minutaggio superiore in carriera a questo punto della stagione, bisogna risalire alle esperienze con la Juventus nel 2016/17 e con il Palermo in Serie B nel 2013/14.
Il rendimento in campo è stato eccezionale. L’attaccante guida la classifica degli assist in Serie A con quattro passaggi vincenti. Inoltre, primeggia per numero di occasioni create (22) e per passaggi precisi negli ultimi 25 metri (125), a dimostrazione di come la sua classe sia supportata da una resistenza atletica ritrovata.
Uno dei segreti di questa rinascita è legato alla preparazione atletica estiva, completata per la prima volta dopo anni senza intoppi. Un ruolo chiave è stato svolto da Alessandro Pilati, il preparatore voluto da Gasperini, già noto per aver recuperato fisicamente atleti con storie cliniche complesse. La stabilità fisica ha permesso a Dybala di esprimere tutto il suo potenziale.
Questa situazione rappresenta un netto cambio di passo rispetto al passato. Sotto la gestione di José Mourinho, il concetto ricorrente era l’esistenza di “una Roma con e una senza Dybala”, a sottolineare sia l’importanza tecnica del giocatore sia la necessità di gestirne le assenze. Anche Claudio Ranieri aveva espresso dubbi sulla sua capacità di giocare con continuità per 90 minuti. Nelle stagioni precedenti, infatti, gli infortuni lo avevano costretto a saltare numerose partite.
La trasformazione fisica e la continuità di prestazioni hanno cambiato le prospettive del club. Con un Dybala così incisivo e presente, la Roma ha acquisito una nuova consapevolezza e può guardare con maggiore fiducia agli obiettivi stagionali più ambiziosi.






